128 Quarta Parte.
eccellente. Fu parimente suo amicissimo il sopraddetto Avveduto dell’Avveduto vajajo , il quale fu a Francesco il più amorevole , e il piùfedele di quanti altri amici avesse mai. E se fosse costui stato in Ro-suoi allievi. ma , quando Francesco morì, si sarebbe sorse in alcune cose con mi-gliore consiglio governato, che non fece. Fu suo creato ancora Ro-viale Spagnuolo , che fece molte opere seco : e da se nella chiesa disanto Spirito di Roma , una tavola , dentrovi la conversione di s. Pao-lo. Volle anco gran bene il Salviati a Francesco di Girolamo dalPrato 5 in compagnia del quale, come si è detto disopra, essendoanco fanciullo, attese al disegno ; il quale Francesco su di bellissimoingegno , e disegnò meglio , che altro orefice de’ suoi tempi ; e nonfu inferiore a Girolamo suo padre, il quale di piastra d’argentolavorò meglio qualunque cosa , che altro qual si voleste suo pari. Esecondo, che dicono, veniva a costui fatto agevolmente ogni colà ,perciocché battutala piastra d’argento , con alcuni stozzi, e quellamessa sopra un pezzo d’asse , e sotto cera’, sego, e pece , faceva unamateria fra il duro, e il tenero, la quale spignendo con serri indentro, e infuori, gli faceva riuscire quello, che voleva, teste,petti , braccia , gambe, schiene , e qualunque altra cosa voleva »o gli era addimandata da chi faceva far voti per appendergli a quellesante imagini, che in alcun luogo , dove avessero avuto grazie , o fosssero stati esauditi, si ritrovavano. Questo Francesco dunque , non at-tendendo solamente a fare voti, come faceva il padre , lavorò anco/.avori alla dama- tarsia. » e a commettere nelP acciajo oro , e argento alla damaschi-s ch,nfi ' na , facendo fogliami, lavori, figure, e qualunque altra cosa voleva .
Della qual sorte di lavoro , fece un’armadura intera, e bellissima dafante a pie al duca Alestàndro de’Medici. E fra molte altre medaglie ,che fece il medesimo , quelle furono di sua mano , e molto belle , checon la testa del detto duca Alessandro furono poste ne’fondamentidella fortezza della porta a Faenza , insieme con altre, nelle qualiera da un lato la testa di Papa Clemente VII. e dall’ altro un Cristoignudo con i flagelli della sua passione . Si dilettò anco Francescodal Prato delle cose di scultura, e gettò alcune figurette di bronzo,le quali ebbe il duca Alessandro , che furono graziosissime . Il mede-simo rinettò , e conditile a molta perfezione, quattro figure simili,fatte da Baccio Bandinelli, cioè una Leda, una Venere, e un Er-cole, e un Apollo, che furono date al medesimo Duca- Dispiacen-do adunque a Francesco sarte dell’orefice, e non potendo atten-dlr t ^ ere a ^ a ^ cu ^ tura » che ha bisogno di troppe cose, si diede, avendofi"'diletti di variù ^ uon disegno , alla pittura. E perché era persona, che praticava po-profe(ftoni . co, né si curava , che si sapesse più che tauro , che egli attendesse
alla pittura , lavorò da se molte cose. In tanto, come si disse daprincipio , venendo Francesco Salviati a Firenze , lavorò nelle stan-ze , che costui teneva nelsOpera di santa Maria del Fiore, il qua-dro