Vita di Francesco de’ Salviati. 129
dro di M.Alamano. Onde con questa occasione vedendo costui il modo Sue pi tt . (rt .di fare del Salviati , si diede con molto più studio, che insino allo-ra fatto non aveva , alla pittura , e condusse in un quadro molto bel-lo una conversione di san Paolo , la quale oggi è appresto Gugliel-mo del Tovaglia . E dopo , in un quadro della medesima grandezzadipinse le serpi, che piovono addosso al popolo Ebreo. In.un altrofece Gesù Cristo, che cava i lanti Padri del Limbo ; i quali ultimidue, che fono bellissimi, ha oggi Filippo Spini, gentiluomo chemolto si diletta delle nostre arti. E oltre a molte altre cose piccole ,che fece Francesco dal Prato, disegnò assai, e bene , come si può ve-dere in alcuni di lùa mano, che fono nel nostro libro de’ disegni. Mo-rì costui 1’ anno 1562. e dolse molto a tutta 1' accademia , perché ol-tre ali' esser valentuomo nell’ arte, non fu mai il più dabbene uomodi lui . Fu allievo di Francesco Salviati Giuseppo Porta da Castelnuo-vo della Garsagnana 1 , che su chiamato aneli’ egli, per rispetto delsuo maestro j Giuseppe Salviati . Costui giovanetto » Tanno i ZzZ.essendo stato condotto in Roma da un silo zio , segretario di mon-signor Onofrio Bartolini arcivescovo di Pisa , fu acconcio col Salvia-ti , apprestò al quale imparò in poco tempo, non pure a disegnarebenissimo, ma ancora a colorire ottimamente . Andato poi col suomaestro a Venezia, vi prese tante pratiche di gentiluomini, cheessendovi da lui lasciato, fece conto di volere , che quella città fos-se sua patria. E così presovi moglie » vi si è stato sempre, ed halavorato in pochi altri luoghi che a Venezia . In fui campo di °P ert fitte <« ts. Stefano dipinse già la facciata della casa de’ Loredani di storie s‘alviatil'“^ ecolorite a fresco molto vagamente , e fatte con bella maniera-,.
Dipinse similmente a s. Polo quella de’ Bernardi, ed un’ altra die-tro a s. Rocco 5 che è opera bonissima . Tre altre facciate di chia-roscuro ha fitto molto grandi , piene di varie storie , una a fanMoisè, la feconda a s. Gassano » e la terza a s. Maria Zebenigo.
Ha dipinto similmente a fresco in un luogo detto Treville , apprestòTrovisi , tutto il palazzo de’ Priuli, fabbrica ricca , e grandissima ,dentro , e fuori ; della quale fabbrica si parlerà a lungo nella_>
Vita del Sanfovino . A Pieve di Sacco ha fatto una facciata moltobella : ed a Bagnuolo, luogo de’frati di santo Spirito di Venezia»ha dipinto una tavola a olio : ed a i medesimi padri ha fatto nelconvento di sento Spirito il palco , ovvero soffittato del loro re-fettorio » con uno fpartimento pieno di quadri dipinti ; e nella_»testa principale un bellissimo cenacolo . Nel palazzo di s. Marco , due
ha dipinto nella sala del doge » le sibille, i profeti, le virtù car-dinali , e Cristo con le Marie , che gli sono state infinitamente
T.III.
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loda-
x II P. Orlandì dice : Gioseffb Ter- ce , che nacque in Castelnuovo del-ta , detto del Salviati , 0 Venezia- la Grafagnana .r.o 5 0 Grafagnino j ma più sotto di-