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Tomo terzo.
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VITA

DI DANIELLO RICCIARELLI

DA VOLTERRA

PITTORE, ESCULTORE.

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Vendo Daniello j quando era giovanetto » imparato ,rime applicazionialquanto a disegnare da Giovanni Antonio Soddo-ma 5 il quale andò a fare in quel tempo alcuni la-*”*"vori in quella città , partito che fi fu, fece e fioDaniello molto migliore , e maggiore acquisto sottoBaldalTarre Peruzzi 1 , che sotto Ta disciplina di e fisoSoddoma fatto non aveva. Ma per vero dire , con tutto ciò nonfece per allora gran riuscita; e questo, perciocché quanto mettevafatica , e studio, spinto da una gran voglia , in cercando d' appara-re , altrettanto ali’incontro il serviva poco l’ingegno , eia mano;onde nelle sue prime opere , che fece in Volterra , si conosce unagrandissima, anzi infinita fatica , ma non già principio di bella , egran maniera, nè vaghezza, nè grazia, nè invenzione, come si èveduto a buon’ ora in molti altri, che fono nati per estere dipinto-ri , i quali hanno mostro anco ne’ primi principi facilità, fierez-za » e faggio di qualche buona maniera; anzi le prime cose di co-stui mostrano estere state fatte veramente da un malinconico , esten-do piene di stento, e condotte con molta pazienza , e lunghezza ditempo. Ma venendo alle sue opere, per lasciar quelle, delle qualinon è da far conto, fece nella sita giovanezza in Volterra a frescola facciata di messer Mario Mastèi di chiaroscuro, che gli diedebuon nome , e gli acquistò molto credito ; la quale, poi che ebbefinita, vedendo non aver quivi concorrenza , che lo spignesse acercare di salire a miglior grado > e non estere in quella città operenè antiche j nè moderne, dalle quali poteste molto imparate, sirisolvette di andare per ogni modo a Roma, dove intendeva , cheallora non erano molti, che attendessero alla pittura , da ferino delVaga in fuori. Ma prima» che partiste, andò pensando di volerportare alcun’ opera finita , che lo faceste conoscere. E così, aven-do fatto in una tela un Cristo a olio, battuto alla colonna, conmolte figure » e messovi in farlo tutta quella diligenza , che è possi-bile , fervendosi di modelli, e ritratti dal vivo , lo portò seco. Egiunto in Roma » non vi fu stato molto , che per mezzo d’ amicimostrò al cardinale Trivulzi quella pittura » la quale in modo gli so- i 0 'f t ct errare.

R 2 disfe-

i Vedi la Vita del Soddoma a carte 712. e di Baldassar Peruzzi acac-ie 193. del tomo il.

Va a Roma , ove il5 cardinale Trivulzi ,