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Tomo terzo.
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*p arta Partì.

disfece, che non pure la comprò, ma pose grandissima affezione aDanielìo , mandandolo poco appresso a lavorare, dove aveva fatto suordi Roma a un suo casale detto Salone 1 un grandissimo casamento,il quale faceva adornare di fontane, stucchi, e pitture, e doveappunto allora lavoravano Giammaria da Milano, ed altri alcunestanze di stucchi, e grottesche. Qui dunque giunto Danielìo , sìper la concorrenza , e sì per servire quel Signore , dal quale pote-va molto onore , e utile sperare, dipinse in compagnia di colorodiverse cose in molte stanze , e logge , e particolarmente vi fecemolte grottesche , piene di varie femminette . Ma sopra tutto riuscìmolto bella una storia di Fetonte fatta a fresco di figure grandi quan-to il naturale, e un fiume grandissimo, che vi fece , il quale è unamolto buona figura ; le quali tutte opere , andando spesso il dettocardinale a vedere , e menando seco or’ uno , or’ altro cardinale,furono cagione, che Danielìo facesse con molti di loro servitù , es’ncccncî* con il V*- amicizia. Dopo avendo Ferino del Vaga , ilquale allora faceva allaS* • Trinità la cappella di messer Agnolo de’ Massimi , bisogno d’ un gio-

vane , che gli ajutasse ; Danielìo, che desiderava di acquistare , ti-rato dalle promesse di colui, andò a star seco , e gli ajutò fare , nell’opera di quella cappella, alcune cose, le quali condusse con moltadiligenza a fine . Avendo fatto Ferino inanzi al sacco di Roma »come s’è detto, alla cappella del Crocifisso di fan Marcello nellavolta la creazione di Adamo ed Eva grandi quanto il vivo, e moltomaggiori due Evangelisti, cioè fan Giovanni, e fan Marco , e anconon finiti del tutto, perché la figura del fan Giovanni mancavadal mezzo in fu , gli uomini di quella Compagnia si risolverono ,quando poi furono quietate le cose di Roma , che il medesimoFerino finiste quell’ opera . Ma avendo altro che fare , fattone iopere in s. Marcello, cartoni, la fece finire a Danielìo, il quale finì il san Giovannilasciato imperfetto, e fece del tutto gli altri due Evangelisti, san Lu-ca , e san Matteo : nel mezzo due putti , che tengono un candelieri :e nell’arco della faccia, che mette in mezzo la finestra, due an-geli , che volando, e stando sospesi in sull’ ale , tengono in mano miste-rj della passione di Gesù Cristo ; e 1’ arco adornò riccamente di grot-tesche , e molto belle figurine ignude . Ed inlomma si portò in tut-ta questa opera bene oltre modo, ancorché vi mettesse assai tempo .Dopo avendo il medesimo Ferino dato a fare a Danielìo un fregionella sala del palazzo di M. Agnolo Massimi con molti partimenti distucco , ed altri ornamenti, e storie de' fatti di Fabio Massimo , siportò tanto bene j che veggendo quell’ opera la signora Elena Orsi-na , e udendo molto iodat e la virtù di Danielìo, gli diede a fare

una

i Salone è ora divenuto un casa- Maggiore , ed è sei miglia fuori dile per gli uomini di campagna, e porta Maggiore, dove sorge 1’ac-appartiene al Capitolo di s. Maria qua di Trevi.