Vita di Taddeo Zucchero da Santagnolo. 149mod’Urbino, dove Batista Franco , come s’è detto , aveva a fre-sco dipinta la volta ; fece chiamare Taddeo a Orbino ; il quale la-sciando in Roma chi avesse cura di Federigo 5 e io faceste attenderea imparare , e parimente d’ un altro suo fratello , il quale pose conalcuni amici suoi ali’ orefice , se n’ andò ad Orbino , dove gli furo-no da quel Duca fatte molte carezze, e poi datogli ordine di quanto Strvì il Ditea sueavesse a disegnare per conto della cappella, e altre cose . Ma inquel mentre , avendo quel Duca , come Generale de' signori Vene-ziani , a ire a Verona , ed a vedere l’altre fortificazioni di quel Do-minio , menò seco Taddeo, il quale gli ritrasse il quadro di manodi Raffaello , che è , come in altro luogo s’ è detto, in casa de’ signoriconti da Canossa - Dopo cominciò , pur per sua Eccellenza, una te-stina grande , dentrovi la conversione di s. Paolo , la quale è ancoracosì imperfetta a Santagnolo apprestò Ottaviano suo padre . Ritor-nato poi in Orbino, andò per un pezzo seguitando i disegni delladetta cappella, che furono de’ fatti di nostra Donna , come si puòvedere in una parte di quelli, che è apprestò Federigo suo fratello ,disegnati di penna, e chiaroscuro. Ma o venisse, che ’l Duca nonfosse risoluto , e gli paresse Taddeo troppo giovane , o da altracagione, si stette Taddeo con esso lui due anni senza fare altro,che alcune pitture in uno studiolo a Pesaro , ed un’ arme grande afresco nella facciata del palazzo , ed il ritratto di quel Duca in unquadro grande quanto il vivo , che tutte furono beli' opere. Fi-nalmente avendo il Duca a partire per Roma per andare a ricevere ilbastone , come Generale di santa Chiesa , da Papa Giulio III., lasciòa Taddeo, che seguitasse la detta cappella , e che fosse di tuttoquello , che perciò bisognava , provveduto . Ma i ministri del Duca ,facendogli come i più di simili uomini fanno, cioè stentare ogni cosa ,furono cagione , che Taddeo, dopo avere perduto duci anni di tem-po , se n’ andò a Roma, dove trovato il Duca si scusò destramen-te senza dar biasimo a nessuno , promettendo che non manche-rebbe di fare, quando fusse tempo. L’anno poi 1551-avendo StefanoVeltroni 1 dal Monte Sansavino ordine dal Papa , e dal Vasari difare adornare di grottesche le stanze della vigna , che fu del cardi-nale Poggio, fuori della porta del Popolo in sul monte, chiamòTaddeo, e nel quadro del mezzo gli fece dipignere una Occasione,che avendo presa la Fortuna , mostra di volerle tagliare il crine conle forbice , impresa di quel Papa ; nel che Taddeo si portò molto be-ne . Dopo avendo il Vasari fatto sotto il palazzo nuovo, primo di tuttigli altri , il disegno del cortile , e della fonte, che poi su seguitatadalVignola, e dals Amannato, e murata da Baronino, nel dipi-gnervi molte cose Prospero Fontana 2 , come di sotto si dirà, si ser-vì as-
1 Di Stefano Veìtroni parla il 2 ProsperodiSilvioFontaniBo-Yal'ari nel tom.il. a c.623.625.630. lognefe , di cui parla il Borghino
nel