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Tomo terzo.
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Vita di Taddeo Zucchero da Sahtagnolo. 159

una disputa , dove fa rimanere cieco un mago» che l'una , e?altrasono veramente bellissime. Ma quest opera essendo per la sua morterimala imperfetta , lha finita Federigo questo anno , e fi è scoper-ta con molta sua lode . Fece nel medesimo tempo Taddeo alcuni qua-dri a olio , che dals ambasciatore di quel re furono mandati in Fran-cia . Estèndo rimalo imperfetto per la morte del Salviati il selotto delpalazzo de Farnesi , cioè mancando due storie nell entrata , dirim-petto al fìnestrone, le diede a fare il card. Santagnolo Farnese a Tad-deo s che le condusse molto bene a fine; ma non perà passò Fran-cesco , anco larrivò , nell opere fatte da lui nella medesima stan-za , come alcuni maligni j e invidiosi erano andati dicendo per Ro-ma , per diminuire con false calunnie la gloria del Salviati; e sebbeneTaddeo si difendeva con dire , che aveva fatto fare il tutto a suoi scusa di Tadde».garzoni, e che non era in queir opera , di lùa mano se non il disegno ,e poche altre cose ; non furono cotali scuse accettate , perciocchénon si deve nelle concorrenze , da chi vuole alcuno superare , mette-re in mano il valore della sua virtù , e fidarlo a persone deboli , pe-rocché si va a perdita manifesta . Conobbe adunque il cardinale Santa-gnolo , uomo veramente di sommo giudizio in tutte le cose , e disomma bontà, quanto aveva perduto nella morte del Salviati. Im-perocché sebbene era superbo , altiero , e di mala natura , era nellecose della pittura veramente eccellentissimo. Ma tuttavia estèndomancati in Roma i più eccellenti, si risolvè quel Signore , non ciessendo altri 9 di dare adipignere la sala maggiore di quel palazzo a sala de'Farnesi al-Taddeo , il quale la prese volentieri, con speranza di avere a mo- logat» a Taddeo .Jìrare con ogni sforzo , quanta fostè la virtù , e saper suo. Avevagià Lorenzo succi Fiorentino, cardinal Santi quattro, fatta fare nellaTrinità una cappella , e dipignere da Ferino del Vaga tutta la volta,e fuori certi profeti con due putti, che tenevano 1 arme di quelcardinale. Ma essendo rimase imperfetta, e mancando a dipignersitre facciate , morto il cardinale , que Padri senza aver rispetto algiusto, e ragionevole, venderono aliarcivescovo di Corfù la dettacappella , che fu poi data dal detto arcivescovo a dipignere a Tad-deo . Ma quando pure, per qualche cagione , e rispetto della chiese ,fosse stato ben setto trovar modi di finire la cappella , dovevano al-meno in quella parte , che era fatta , non consentire , che si levastelarme del cardinale per servi quella del detto arcivescovo, la qua-le potevano mettere in altro luogo , e non far ingiuria così manifestaalla buona mente di quel cardinale . Per aversi dunque Taddeo tantopere alle mani, ogni sollecitava Federigo a tornarsene da Vene-zia . Il quale Federigo dopo aver finita la cappella del Patriarca erain pratica di torre a dipignere la facciata principale della sala grandedel Consiglio , dove già dipinse Antonio Veneziano s . Ma le gare ,

e le

1 Di questo Antonio si è veduta la Vita nel primo tomo a c. 40.