Vita di Taddeo Zucchero da Santaonolo ■ 16;
nese, e così l'opere di Caprarola j ma tutte nondimeno rimaseroin mano di Federigo suo fratello , il quale si contentano i padronidell' opere , che dia a quelle fine , come farà ; e nel vero non tara Fe-derigo meno erede della virtù di Taddeo , che delle facoltà . Fu daFederigo data sepoltura a Taddeo nella Ritonda di Roma, vicinoal tabernacolo , dove è sepolto Raffaello da Urbino del medesimo Sta-to ; e certo Ita bene l’uno accanto ali' altro, perciocché siccomeRaffaello d’anni 37. e nel medesimo dì, che era nato, morì - cioè ilvenerdì fìnto, così Taddeo nacque a di primo dì Settembre 1529.e morì alti due dello stesso mese 1 ’ anno 1566. E’ d’ animo Federigo »se gli sia conceduto , restaurare l’altro tabernacolo pure nella Riton-da , e fare qualche memoria in quel luogo al suo amorevole fratello,al quale si conosce obbligatissimo . Ora perché di sopra si è fìtto men-zione di Jacopo Barozzi da Viglinola , e detto , che secondo l’or-dine e architettura di lui ha fatto 1 ’illustrissimo cardinal Farnese il Arehitett»
suo ricchissimo, e reale villaggio di Caprarola, dico, che Jaco-po Barozzi da Vignola, pittore , e architetto Bolognese , che oggiha 58. anni, nella sua puerizia, e gioventù su mestò ali’arte dellapittura in Bologna , ma non fece molto frutto , perché non ebbe buo-no indirizzo, da principio. E anco per dire il vero, egli aveva daNatura molto più inclinazione alle cose d’architettura , che alla pit- Tirata dal genio ali’tura , come insino allora si vedeva apertamente ne’ suoi disegni , e in architettura.quelle poche opere , che fece di pittura ; imperocché sempre si ve-deva in quella cose d’architettura , e prospettiva; e fu in lui cosìforte , e potente questa inclinazione di Natura, che si può dire, eh’egli imparasse quasi da le stesso i primi principi, e le cole più diffi-cili ottimamente in breve tempo , e onde si videro di sua mano qua-si prima, che fosse conosciuto, belle, e capricciose fantasie di varjdisegni, fatti per la più parte a requisizione di M- Francesco Guic-ciardini 1 allora governatore di Bologna , e d’alcuni altri amici suoi ;i quali disegni furono poi messi in opera di legni commessi , e tinti aufo di tarsie , da fra Damiano da Bergamo dell’ ordine di san Dome-nico in Bologna. Andato poi estò Vignola a Roma per attendere allapittura , e cavare di quella onde potesse ajutare la sua povera fa-miglia , si trattenne da principio in Belvedere con Jacopo Meli-ghim 2 Ferrarese, architettore di Papa Paolo III. disegnando per luialcune cose di architettura . Ma dopo , essendo allora in Roma un*accademia di nobilissimi gentiluomini, e signori , che attendevanoalla lezione di Vitruvio 3 , fra’ quali era M. Marcello Cervini, che fu
X 2 poi
1 Francesco Guicciardini giure- ridicolo.
consulto, e famosissimo istorico. Z Veggasi la prima lettera nel
2 Del Melighino parla il Vasari tomoli, delle pittoriche , dove sia c. 201. e 447. tom. il. nella Vita descrive tutta questa accademia.d’Antonio da s. Gallo . Fu un ar- La lettera è di Claudio Tolomei alchi tetto di poco conto , e piuttosto Conte Agostino de’ Landi.