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cora che indarno, si affaticavano ; il benignislimo Rettore del cielo ,volse clemente gli occhi alla Terra j e veduta la vana infinità di tan-te fatiche, gli ardentissimi studj senza alcun frutto, eia opinionepresuntuosa degli uomini, assai più lontana dal vero, che le tene-bre dalla luce ; per cavarci di tanti errori si dispose mandare inTer-lonarrotì dato per ra uno spirito , che universalmente in ciascheduna arte, e in ognignn favor del cielo, professione fosse abile, operando per se solo , a inoltrare , che cosa siala perfezione dell’ arte del disegno nel lineare , dintornare , ombra-re, e lumeggiare per dare rilievo alle cose della pittura, e conretto giudizio operare nella scultura , e rendere le abitazioni co-mode , e sicure, sane, allegre , proporzionate , e ricche di varjornamenti nell’ architettura . Volle oltra ciò accompagnarlo dellavera filoso sia morale , con l’ornamento della dolce poesia ; acciocchéil Mondo lo eleggesse,e ammirasse per suo singolarissimo specchio nellavita , nell’ opere , nella santità de i costumi, e in tutte T azioni uma-ne : e perché da noi piuttosto celeste , che terrena cosà si nominasse .E perché vide, che nelle azioni di tali eseretzj, e in queste arti singo-larissime, cioè nella pittura, nella scultura, e nell’architettura, gli in-gegni Toscani sempre sono stati fra gli altri sommamente elevati, egrandi, per essere eglino molto osservanti alle fatiche , e agli studj ditutte le facoltà, sopra qualsivoglia gente di Italia; volle dargli Fioren-za, dignissima fra s altre città, per patria per colmare al fine la perfe-zione in lei meritamente di tutte le virtù per mezzo d’un suo cittadino.Nacque dunque un figliuolo sotto fatale , e felice stella nel
Ca-
dot ito di moralefilosofia .
cielo nella prefazione posta avantialla lila edizione ; ma se si esami-neranno quelle sue lodi, si vedrà ,che convengono più al Vasari . Adalcuni poi è sembrato , che si deb-ba prestar più sede alla Vita delCondivi , dicendo che su scrittasotto gli occhi di Michelagnolo.Ma non so, donde si ricavino questaparticolarità . Se sorse dicono que-sto , perché su compilata , quandoMichelagnolo era vivo ; lo stelloseguì a quella del Vasari della pri-ma edizione, che su fatta nel 1550.cioè circa a 14. anni prima dellasua morte : se perché il Condivi susuo scolare , tale su anche il Vasa-ri , e molto più contìdente , comesi raccoglie dal carteggio, eh’ eb-bero insieme, oltre 1’ elfer paesa-ni , cioè ambedue Toscani, e il Bo-narroti nato in Casentine, che ènel distretto , e nella diogesi d’ A-
rezzo , patria del Vasari. AnnidaiCaro in una lettera scritta il di 20.d’ Agosto del 1553. a messi AntonioGallo, che è la xci. del tomo li I.delle pittoriche , dice d’ aver tar-dato a scriverla tanto, che escistealla luce la Vita di Michelagnolo;e dall’ anno si vede, che intende diquesta del Condivi, con la qualepotesse scusare detto Michelagnolopresso il duca d’ Urbino ; ma me-glio 1’ avrebbe scusato con questadel Vasari. La dedicò il Condivi aGiulio III. nell’ anno terzo del suopontificato . Dice d’ aver fatta an-che una raccolta de’ precetti dell'arte uditi da Michelagnolo , e pro-mette di pubblicarla ; ma non nefece altro -
In queste note si riporterà tuttoquel che si trova in quella Vita,che il Vasari ha tralasciato.