In vece d' Attenderealla scuola si dava aldisegno.
Jtmieo del Granaccifu imitatore del Gril-Undaje .
188 Q_u àrta Parte.
fatti dì costui, per arte di mano , e d’ingegno , opere maravigliose »e stupende . Finito 1’ ufizio della podesteria , Lodovico se ne tornòa Fiorenza , e nella villa di Settignano, vicino alla città tre miglia ,dove egli aveva un podere de’suoi passati 5 il qual luogo è copioso disaffi , e per tutto pieno di cave di macigni, che son lavorati di con-tinovi) da scarpellini, e scultori, che nascono in quel luogo la mag-gior parte ; fu dato da Lodovico Michelagnolo a balia in quella vil-la alla moglie d’ uno scarpellino ; onde Michelagnolo ragionando colVasari una volta per ischerzo disiò : Giorgio, si ho nulla di buono nel!'ingegno , egli è venuto dal nascere nella sottilità dell’ aria del vo-stro paese d’ Arezzo ; così come anche tirai dal latte della mia baliagli scarpelli, e '1 mazzuolo , con che io so le figure. Crebbe col tempoin figliuoli a stài Lodovico , ed estèndo male agiato, e con poche en-trate , andò accomodando ali’ arte della lana , e seta i figliuoli : eMichelagnolo, che era già cresciuto, su posto con maestro France-sco da Urbino alia scuola di gramatica . E perché l’ingegno suolotirava al dilettarsi del disegno , tutto il tempo , che poteva mettere ,di nascoso lo consumava nel disegnare , estendo perciò e dal pa-dre , e da’ suoi maggiori gridato , e tal volta battuto ; stimando for-se , che lo attendere a quella virtù non conosciuta da loro , suste co-sa basta , e non degna della antica casa loro . Aveva in questo tem-po preso Michelagnolo amicizia con Francesco Granacci, il quale an-che egli giovane si era posto apprestò a Domenico del Griilandajoper imparare 1 ’ arte della pittura ; là dove amando il Granacci Mi-chelagnolo, e vedutolo molto atto al disegno, lo serviva giornalmen-te de’ disegni del Griilandajo , il quale era allora reputato non soloin Fiorenza , ma per tutta Italia de’ migliori maestri, che ci sosterò.Per lo che crescendo giornalmente più il desiderio di fare a Miche-lagnolo ; e Lodovico non potendo diviate , che il giovane al disegnonon attendeste , e che non ci era rimedio, si risolvè per cavarne qual-che frutto , e perché egli imparaste quella virtù , consigliato da ami-ci , di acconciarlo con Domenico Griilandajo . Aveva Michelagno-lo , quando si acconciò ali’ arte con Domenico , 14. anni, e perchéchi ha scritto la Vita sua 1 dopo 1 ' anno iZZo. che io scrissi queste Vitela prima volta, dicendo che alcuni per non averlo praticato n’ handetto cose, che mai non furono, e laslàtone di molte, che son de-gne d’ estere notate , e particolarmente tocco questo pasto , tassandoDomenico d’invidiosetto , né che porgesse mai ajuto alcuno a Miche-
lagno-
i Questi è Ascaftio Condivi sud-detto . Il signor Mariette eruditissi-mo nelle belle arti, e giudiziosissi-mo Scrittore nelle note alla vitadel Condivi ristampata in Firenze,
come si è detto , pretende , cheabbia ragione il Condivi , e il tor-to il Vasari. Tuttavia a me la colàriman dubbia.