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Tomo terzo.
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22o Q_uarta Parte.

pa di non finire per allora la sua sepoltura , lo ricercò , che dipi-gnesse la volta della cappèlla. Il che Michelagnolo, che desideravaGioire la sepoltura» e parendogli la volta di quella cappella lavorgrande , e difficile , e considerando la poca pratica sua ne colori,cercò con ogni via di scaricarsi quello peso da dosso» mettendoper ciò innanzi Raffaello. Ma quanto più ricusava , tanto mag-gior voglia ne cresceva al Papa impetuoso nelle sue imprese , eper arroto di nuovo da gli emuli di Michelagnolo stimolato»e spezialmente da Bramante » che quasi il Papa , che era subito » sisu per adirare con Michelagnolo . Laddove visto, che persevera-va sua Santità in questo , si risolvè a farla , e a Bramante comandòpalco a maio di Mi- il Papa , che facesse per poterla dipignere il palco ; dove lo fece-cbchgovh . impiccato tutto sopra canapi, bucando la volta ; il che da Miche-

lagnolo visto » dimandò bramante, come egli aveva a fare , finitoche aveva di dipignerla , a rìturare i buchi ; il quale disse: evi sipenserà poi ; e che non si poteva fare altrimenti . Conobbe Miche-lagnolo» che o Bramante in questo valeva poco» oche gli era po-co amico, e se n andò dal Papa, e gli disiò , che quel ponte nonstava bene, e che Bramante non 1aveva saputo fare» il quale glirispose » in presenza di Bramante, che lo facesse a modo suo Cosìordinò di farlo sopra i sorgozzoni, che non toccasse il muro, chefu il modo» che ha insegnato poi e a Bramante, ed agli altri diarmare le volte, e fare molte buone opere ; dove egli fece avan-zare a un povero uomo legnaiuolo, che lo rifece » tanto di canapi»che vendutigli avanzò la dote per una sua figliuola x » donandoglie-ne Michelagnolo. Pertiche mesto mano a fare i cartoni di detravolta , dove volle ancora il Papa , che si guastasse le facciate 2 , che

ave-

quando Raffaello venuto a Ro-ma circa questo tempo dipigne-va la camera della Segnatura io_»una maniera tutta differente daquella del Bonarroti ; il che ren-de inverisimile il fatto , che Bra-mante introduceste furtivamenteRaffaello nella detta cappella^>,donde avvenisse , che Raffaellomutò maniera. Il Vasari nel tom.2.a cart. 84. dice , che Giulianoda s. Gallo fu quegli, che meste incapo al Papa la voglia di far dipi-gnere dal Bonarroti la volta diquesta cappella ; il che le fu vero , viene a dilcolpar Bramante ac-culato dal Condivi, e dal Vasarid una maligna astuzia .

1 Da questo ponte, e da molte

altre cose , che si diranno nel de-corso di questa Vita , si compren-de , che il Bonarroti pel suo gran-de ingegno era un eccellente mec-canico . Il Condivi §. lxi. scrive ,che quel pover uomo , a,cui il Bo-narroti donò i canapi, maritò nonuna , ma due figliuole . Da questoponte imparò Bramante il modo difargli poi nella fabbrica di s.Pietro.

2 Le pitture, che fece fare Si-sto IV. fono ancora in essere fuo-ri , che quelle, che furono buttatea terra a tempo di Paolo III. perdipignere il Giudizio , e alcune so-pra la porta per un risarcimentonecessario. Forse vorrà dire dal-cune figure , che faranno state trale finestre , di cui non fi ha notizia.