Vita di Michelagnolo Bonarroti. 221
avevano già dipinto al tempo di Siilo i maestri innanzi a lui , efermò , che per tutto il costo di questa opera avesse quindici miladucati, il quale prezzo fu fatto per Giuliano da s. Gallo . Per-lochè sforzato Michelagnolo dalla grandezza della impresa a risci- E e venir da Firenzeversi di volere pigliare aju to 3 e mandato a Fiorenza per uomini : alcftn * bltcn ‘ arteficie deliberato mostrare in tal cosa , che quei, che prima v' avevano ^ er 'dipinto, dovevano essere prigioni delle fatiche sue, volle ancoramostrare a gli at tesici moderni, come si disegna » e dipinge . Laon-de il soggetto della cosa lo spinse ad andare tanto alto per lafama, e per la salute dell' arte , che cominciò , e sin! i cartoni,e quella volendo poi colorire a fresco, e non avendo fatto più '»vennero da Fiorenza in Roma alcuni amici suoi pittori, perché atal cosagli porgessero aju to, ed ancora per vedere il modo del la-vorare a fresco da loro, nel qual v’ erano alcuni pratichi , fra iquali furono il Granaccio , Giullan Bugiardini , Jacopo di Sandro >
1’ Indaco vecchio , Agnolo di Donnino 2 9 ed Aristotile ; e datoprincipio ali’ opera , fece loro cominciare alcune cose per saggio .
Ma veduto le fatiche loro molto lontane dal desiderio suo 3 e nonsodisfacendogli 3 una mattina si rifulse gettare a terra ogni colà 3che avevano fatto J • E rinchiusosi nella cappella 3 non volle maiaprir loro : né manco in casa 3 dove era 3 da essi si lasciò vedere.
E così dalla beffa 3 la quale pareva loro 3 che troppo durasse 3 pre-sero partito 3 e con vergogna le ne tornarono a Fiorenza . Laonde Ma si risolvi a furie*
Michelagnolo preso ordine di far da se tutta quella opera 3 a bonissi- da se .
mo termine la ridusse con ogni sollecitudine di fatica 3 s di stu-dio 3 né mai si lasciava vedere per non dare cagione 3 che tal co-sa s’avesse a mostrare ; onde ne gli animi delle genti nasceva ogni
dì maggior desiderio divederla. Era Papa Giulio molto deside-roso divedere le imprese j che e’faceva; perlochè di questa s chegli era nascosa , venne in grandissimo desiderio. Onde volle ungiorno andare a vederla 3 e non gli fu aperto 3 che Michelagnolonon aiterebbe voluto mostrarla • Per la qualcosa nacque il disordinacome s’ è ragionato 3 che s’ ebbe a partire di Roma 3 non volendomostrarla al Papa 3 che , secondo che io intesi da lui per chiarirquesto dubbio 3 quando e’ ne fu condotto il terzo 3 ella gli cominciòa levare certe muìse traendo Tramontano una invernata . Ciò fu ca- Fioriva l'opera pergione 3 che la calce di Roma> per essere bianca 3 fatta di trevertino 3 difetto della calci-non secca così presto ; e mescolata con la pozzolana s che è di color na ’tanè s fa una mestica scura ; e quando eli’è liquida 3 acquose 3 e che’l muro è bagnato bene 3 fiorisce spesso nel seccarsi ; dovechè inmolti luoghi sputava quel salso umore fiorito 3 ma col tempo
P aria
1 Cioè non avendo mai dipinto 3 Lo stesso si legge nella Vita dia fresco. 2 V. la nota ag- Francesco Granacci. Vedi il to-
giunta al t. a. c. 178. - mo 2. a cart. 389.