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Tomo terzo.
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234 Q_tr arta Parte.

far quietanza , nè ricevute per altri ; onde per tema colui ritornòsenza a Jacopo - Mentre che egli era a Carrara , e che e’ facevacavar marmi» non meno per la sepoltura di Giulio » che per lafacciata , pensando pur di finirla ; gli fu scritto , che avendo intesoPapa Leone , che nelle montagne di Pietrafanta a Seravezza lui do-minio Fiorentino, nella altezza del più alto monte chiamato l’Altis-fimo 3 erano marmi della medesima bontà , e bellezza 5 che quelli diCarrara . Ma già lo sapeva Michel agnoli ma pareva » che non ci vo-lesse attendere per essere amico del marchese Alberigo signor di Car-rara» e per fargli beneficio e volesse piuttosto cavare de’Carraiesischedi quelli di Seravezza» o ftisse , che egli la giudicaste cosa lunga»e da perdervi molto tempo 3 come intervenne. Ma pure fu forzatoM.ijì ftr-vi dt m.%r- andare a Seravezza 3 sebbene allegava in contrario 3 che ciò suste di>n " 1 Seriive ~ t ‘ li • più disagio j e spela » come era » massimamente nel suo principio ; edi più » che non era sorse così. Ma in effetto il Papa non volle udirneparola ; però convenne fare una strada di parecchi miglia per lemontagne » e per forza di mazze , e picconi rompere malli per ispia-nai e » e con palafitte ne' luoghi paludosi ; ove spese molti anni Mi-chelaguolo per esseguire la volontà del Papa » e vi si cavò finalmentecinque colonne di giusta grandezza » che una n’ è sopra la piazza dìs. Lorenzo 1 in Fiorenza » 1 ’ altre sono alla marina ; e per questacagione il marchese Alberigo » che si vedde guasto I' avviamento» di-ventò poi gran nemico di Michelagnolo senza sita colpa . Cavò oltrea queste colonne molti marmi » che sono ancora in sulle cave » statipiù di trenta anni. Ma oggi il duca Cosimo ha dato ordine di fi-nire la strada » che ci è ancora due miglia a farsi molto malagevole »per condurre questi marmi » e di più da un' altra cava eccellente permarmi » che allora fu scoperta da Michelagnolo per poter finire mol-te belle imprese ; e nel medesimo luogo di Seravezza ha scopertouna mont agna di mischi durissimi » e molto belli sotto Stazema villain quelle montagne» dove ha fatto fare il medesimo duca Cosimo unastrada feliciata di più di quattro miglia per condurli alla marina .

E tornando a Michelagnolo»che se ne tornò a Fiorenza» perdendomolto tempo ora in questa cosa » ed ora in quell' altra » ed allorafece per il palazzo de’ Medici un modello delle finestre inginocchia-te a quelle stanze » che sono sul canto » dove Giovanni da Udine la-vorò quella camera di stucco » e dipinse , che è cosa lodatissima : efecevi fare » ma con sito ordine » dal Piloto orefice quelle gelosie z di

rame

i Questa colonna con molti al- non vi sono . Questa su la primatri marini è sotterrata sotto la_» finestra terrena, che avesse la ìn-piazza di essa chiesa di s. Lorenzo, ferriata fuori della grossezza dellacome racconta il Vaiati nell’ in- muraglia ; e P ornato di pietre_»troduzione a c. xv. col frontespizio. La soglia resta per

z Di presente le gelosie di rame aria sorretta da due mensole con un'

inven-