F ugge * Venezia-)incognite ,
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cerne s’ è detto . Conciolîìachè avetndo egli prestato a quella repub-blica mille feudi, e trovandosi de' Nove della milizia, uficio depu-tato sopra la guerra s volle tutto il pensiero , e lo animo suo a darperfezione a quelle fortificazioni 11 ; e avendola stretta finalmente1 ’ esercito intorno , sa poco a poco mancata la speranza degli aju-ti j e cresciute le diflìcultà del mantenersi, e parendogli di tro-varsi a strano partito ; per sicurtà desila persona sua si deliberò par-tire di Firenze 2 a e andarsene a Vetnezia senza farsi conoscere perla strada a nessuno. Partì dunque seegretamente per la via del mon-te di san Miniato 5 che neslùno il steppe , menandone seco AntonioMini suo creato, il Piloto orefice aimico suo fedele ; e con essi por-tarono sul doslo uno imbottito per utno di scudi ne’giubboni. Ed aFerrara condotti, riposandoli, avvenne , che per gli sospetti dellaguerra, e per la lega dello Imperatore , e del Papa, che eranointorno a Fiorenza, il duca Alsonfiò da Erte teneva ordini in Fer-rara , e voleva sapere segretamentee da gli osti, che alloggiavano »i nomi di tutti coloro» che ogni dì - alloggiavano : e la lista de'fore-stieri , di che nazione fi fossero, ogni dì fi faceva portare. Av-venne
1 Queste fortificazioni sono mol-to lodate dal Varchi nella Storialibr. io. ma ciò non mi sa caso ; sti-mo bensì molto , che il sig. di Vo-ban uno de’ più eccellenti ingegne-ri di guerra, che abbia avuto laFrancia, e che ha tanto amplifi-cata , e promossa questa arte, quan-do passò per Firenze, ne levò lapianta , e ne prese tutte le misure.
2 Tornò ben presto , come nar-ra il Varchi nel libro io. della suaStoria a c. 29Z. dove racconta an-che la causa di questa sua parten-za , dicendo . „ Tornò ( nel 1529. )„ ancora Michelagnolo Bonarro-„ ti, il quale dimandato in Roma„ 2 nome mio da Gio. Batista Bu-„ fini, perche egli da Firenz e , ,„ partito si fosse , rispose : Il si-,, gnor Mario Orsino ( del quale„ egli era intrinsechissimo amico )„ avergli detto un giorno nel ra-„ gionare , che temeva sortemen-,, te, non Malatesta [Bagìioni ) ac-„ cordatosi col Papa dovesse far„ tradimento ; la qual cosa avendo„ egli, come uomo leale, e zelan-
te della salute della sua patria ,riferita incontanente alla Signo-ria, il gonsalonier Carduccio ,ripresolo piuttosto come troppotimido , e sospettoso , che loda-,„ tolo come troppo cauto, e aino-,„ revole , mostrò di tener pococonto di così fatto avvertimen-to ; onde egli tra questa paura,e perché Rinaldo Corsini nonritmava di molestarlo a doversipartire insieme con esso lui, &c.fatto cucire in tre imbottiti a,,, guisa di giubboni 12. mila fiori-ni d’ oro, con detto Rinaldo, econ Antonio Mini suo creato se,„ n’ usci di Firenze „ con quel chelì'egue del suo viaggio, e degli ono-ìvi ricevuti dal duca Alfonso diIFerrara, e dal doge Andrea Grit-t:i, e dalla Signoria di Venezia.IL’ esito fece vedere , eh’ era piùgfiusto il sospetto del Bonarroti ,c:he la dabbenaggine del gonsalonier(Carducci, avvegnaché il Bagìionittradì sporcamente la repubblicaIFiorentina , e al Carducci costò lawita il non aver creduto .