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Tomo terzo.
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Vita di Michelagnolo Bonarroti. 24Z

gnolo , se fare diligenza di trovarlo , con ordine , che non se gli di-cesse niente , anzi che se gli tornaste le solite provvistoti!, e che egliattendesse allopera dis.Lorenzo,mettendovi per provveditore messerGiovambatista Figiovanni antico servidore di casa Medici, e prio-ri? Ai c. r nron?? r>mrp a(Tìs-nrat<? >'"t--.labrir>Io cominciò, per farstamico Baccio Valori, una figura di tre braccia di marmo, che erauno Apollo, che si cavava del turcasso una srezza, e lo condussepresso al fine, il quale è oggi nella camera del Principe di Fioren-za , cosa rarissima , ancora che non sia finita del tutto. In questotempo essendo mandato a Michelagnolo un gentiluomo del ducaAlfonso di Ferrara, che aveva inteso , che gli aveva fatto qualcosarara di suo mano , per non perdere una gioja così fatta ; arrivato chefu in Fiorenza, e trovatolo gli presentò lettere di credenza di quelSignore ; dove Michelagnolo fattogli accoglienze gli mostrò la Ledadipinta da lui, che abbraccia il cigno , e Castone , e Polluce , cheuscivano delluovo, in certo quadro grande dipinto a tempera colfiato ; e pensando il mandato del Duca al nome , che sentiva fuoridi Michelagnolo, che doveste aver fatto qualche gran cosa , non co-noscendo 1artificio, P eccellenza di quella figura , disse aMichelagnolo : Oh questa è una poca cosa ; gli dimandò Michela-gnolo , che mestiero suste il suo, sapendo egli che niuno meglio puòdar giudicio delle cose , che si sanno , che coloro , che vi sono eser-citati pur assai drente . Rispose ghignando : Io son mercante ; cre-dendo non essere stato conosciuto da Michelagnolo per gentiluomo ,e quasi fattosi beffe d una tal dimanda , mostrando ancora insiemesprezzare lindustria deFiorentini. Michelagnolo, che aveva in-teso benissimo il parlar così fatto, rispose alla prima : Voi farete que-sta volta mala mercanzia per tanto Signore: levatemi dinanzi ; e cosìin que giorni Anton Mini suo creato, che aveva due sorelle da mari-tarsi, gliene chiese , ed egli gliene donò volentieri 1 , con la mag-gior parte de disegni , e cartoni fatti da lui , eh erano cosa divina :così due casse di modelli con gran numero di cartoni finiti per farpitture , e parte d opere fatte ; che venutogli fantasia d andarsenein Francia, gli portò seco, e la Leda la vendè al re Francesco per

via

1 Altro è il cartone della Leda ,del quale parla qui, e che oraè in casa Vocchietti, altro è il qua-dro dipinto con questo cartone ,del quale fi è parlato qui addietro ,e di cui nella nota apposta al mar-gine dell' esemplare della libreriaCorsini si legge : Oggi del 1616. èa soma in mano del signor Gugliel-mo Bonzi con altri cartoni di Mi-chelangiolo , cioè la Venere , e una

schiena di nudi bellissima . Una Ve-nere dipinta a fresco (ì ammira nelpalazzo Barberini per antica, a cuiCarlo Maratta ha aggiunto alcuniputti . suo essere antica , ma 1 at-titudine , e la forma de contorni,se si osservino bene , la sarannocredere di Michelangiolo , e il car-tone delia Venere accennato inquesta nota marginale può esserfatto per questa pittura .

Torno in amiciziaco' Medici .

Leda mal conosciutada un ferrarese .