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Tomo terzo.
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2Z2 CLu arta Parti.

Michelagnolo fare , che non vi era prima, una scarpa di mattoniben murari, e scelti , e ben cotti, alla facciata di detta cappella , evolle,che pendesse dalla sommità disopra un mezzo braccio,perchépolvere,nè altra bruttura vi si potesse fermare sopra LNè verrò ^par-ticolari dell invenzione, o componimento di questa storia , perchése n è ritratte , e stampate tante , e grande piccole *, che e non par

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1 Da questo si raccoglie, non_>esser vero, che Michelangelo co-minciasse la pittura del Giudiziosotto Clemente VII. e poi sottoPaolo III. la finisse , secondo quelche aslerifce il sig. Argenviìle acart. 79. della Vita di esso ; oltre-ché, se il Bonarroti avesse comin-ciata questa pittura , non avrebbesenza taccia d ingiuriosa villanianegato a Paolo di terminare quello,che aveva intraprelo sotto Cle-mente , fattosi tanto pregare.

2 Non vi è dubbio , che I ope-ra più famosa di Michelangiolo ingenere di pittura è questo Giudi-zio universale ; ma siccome è esal-tato sopra tutte le pitture delMondo, così anche è stato criti-cato per riguardo al costumo .Due eccezioni gli furono date al-lora , e dipoi; una la troppa nudi- , specialmente in un luogo sa-cro , e in persone sante, e vene-rabili . Io non posso se non dete-stare questa maniera di dipignerein qualsivoglia luogo ; ma più inuna cappella pontificia . Dal? al-tro canto considero , che se Mi-chelangiolo avesse vestito tuttiquei Santi, e quei dannati, avreb-be fatta una cosa redicola , e con-tro la verità . Lo Zuccheri, che hadipinta la cupola di Firenze,e fattii Santi rivestiti degli abiti, che ti-farono in questo Mondo', si è sco-stato dal vero , e poi nel? Infernoè stato necessitato a dipigner nudii dannati. Per lo che si conclude,che Michelangiolo ebbe un sogget-to , che lo messe alle strette, e inun cimento da non escire senza

critica, e tanto improprio in quelluogo, quanto era proprio per fartutta la pompa del suo profondosapere . L altra eccezione , chesu data a questa divina pittura , fu? aver mescolato il prosano colsacro , e un soggetto cristiano col-le favole de poeti. Ma è stato mol-to ben difeso dal Filibien tom. 1.a c. 507. e segg. Inoltre è scusabi-le eziandio , perché i poeti, e ipittori ( che camminano del pari )avevano in que tempi renduto co-mune questo difetto , come osser-va nelle sue note il sig. Mariette,e ne porta ? esempio di Dante ,del Petrarca , del? Ariosto , e delSannazaro , a quali se ne potreb-bero aggiungere molt altri , chemescolarono nelle poesie loro sa-gre molte cose favolose della Gen-tilità . Ma i Cristiani prendonodelle favole il significato , come sisa degli apologi, e delle favole dEsopo , e non la realità , che ellisanno non essere in esse . E nellastessa sacrosanta Scrittura si tro-vano de nomi presi dalle favole , enella Messa de defunti è nominatoil Tartaro fiume favoloso,ma è pre-so quivi per significare ? Inferno .Per altro in questo Giudizio nontrovo di favoloso altro , che Ca-ronte , e Minosse, che il Bonar-roti prese da Dante, di cui erastudiosissimo . E quanto egli nefosse studioso, si vedrebbe da unsuo Dante col comento del Laudi-no della prima stampa, che è infog. e in carta grossa, e con unmargine largo un mezzo palmo , eforse più . Su questi margini il

Bonar-