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Tomo terzo.
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Vita di Michelacnolo Bonarroti . 2 Zznecessario perdervi tempo a descriverla . Basta , che si vede , chelintenzione di questo uomo singolare non ha voluto entrare in di-pignere altro, che la perfetta, e proporzionatissima composizionedel corpo umano j e in diversissime attitudini : non sol questo , mainsieme gli assetti delle passioni, e contentezze dell' animo , ba-standogli satisfare in quella parte , di che è stato superiore a tutti

i suoi

Bonarroti aveva disegnato in pen-na tutto quello , che si contienenella poesia di Dante , perlochèv era un numero innumerabile dinudi eccellentissimi , e in attitu-dini maràvigliose . Quello librovenne alle mani d'Antonio Con-tanti amicissimo del celebre abateAnton Maria 8alvini, come si ve-de da moltissime lettere scritte alMontanti dal detto abate , e chesi trovano stampate nella raccoltadelle Prose Fiorentine . E come-chè il Montanti era di professio-ne tenitore di molta abilità , fa-ceva una grande stima di questovolume. Ma avendo trovato im-piego darchitetto soprastante nel-la fabbrica di s. Pietro , gli con-venne piantare il suo domicilio quiin Roma, onde fece venire permare un suo allievo con tutti i suoimarmi, e bronzi, e studj, e al-tri suoi arnesi , abbandonando lacittà di Firenze- Nelle casse del-le sue robe fece riporre con moltagelosia questo libro j ma la barca,su cui erano caricate, fece nau-fragio tra Livorno, e Civitavec-chia , e vi affogò il suo giovane ,e tutte le sue robe, e con estesifece perdita lagrimevole di questo

preziosissimo volume, che da se so-lo bastava a decorare la libreria diqualsivoglia gran Monarca.

Ma tornando alla pittura delGiudizio ,il Vasari a C.4J8. scrive,che Adriano VI. aveva cominciataa ragionare di volere gettar per ter-ra la cappella del divino Miche-langiolo dicendo , eh' sii' era unaAusa d'ignudi , ma non può essere,che intendesse del Giudizio , chenon esisteva, ma bensì poco mancò,che Paolo IV. non gli facesse dar dibianco, e per trattenerlo , fu tro-vato il ripiego di coprire le partivergognose con un poco di panno ,il che fece Daniello da Volterra ,che per questo ne acquisto il so-prannome di Brachettone Veggasila lettera ccxxvii. del tomo J.delle Lettere pittoriche . Tra_*quelli, che criticarono questo Giu-dizio , si segnalò Lodovico Dolcenel suo Dialogo intitolato : VMat-tino , dove porta molte ragioni,le quali con poco giudizio mettein bocca del medesimo Aretino,che su un de maggiori lodatori diMichelangiolo . Anche SalvatorRosa con molta mordacità si sca-glia contro questa pittura nel!c__»sue satire, dicendo fra laltre cole :

0 Michelangiol , non vi parlo in giuoco ,j Quello , che dipingeste , è un gran Giudico ,

Ma del giudizio voi ne avete poco .

Lo Scannelli nel Microcosmo libr. chi erano gli stessi . Ma non sussi-I. cap. 5. a c. §6- riferisce una eri- ste pure il fatto , perché quan-tica fatta da Lionardo da Vinci a do il Bonarroti fece questa pittu-quelto Giudizio, perché le figure ra , Lionardo non solo era partitoerano poco variate , e i muscoli, dItalia , ma anche dal Mondo ,e i contorni de giovani, e devec- e di parecchi anni.