Vita di Michelagnolo Bonakroti . r8r
Messer Giorgio mio caro , io postò male scrivere , pur per risposiladella vostra lettera dirò qualche cosa . Voi sapete , come Urlino è morto ,di che m' è fiato grandissima grazia di Dio , ma con grave mio danno , einfinito dolore . La grazia è stata , che dove in vita mi teneva vivo , mo-rendo m’ha insegnato morire non con dispiacere , ma con desiderio dellamorte . Io /’ ho tenuto 26. ami , e bollo trovato rarissimo , e fedele ; eora , c&e lo avevo fatto ricco , e che io l'aspettavo bastone , e riposodella mia vecchiezza , m è sparito , nè m' è rimasto altra speranza ,che di rivederlo in Paradiso . E di questo n ha mostro segno Iddio perla felicissima morte , che ha fatto , che più. assai che ’l morire , gli è in.cresciuto lasciarmi in questo Mondo traditore con tanti affanni , benché lamaggior parte di me n è ita seco , nè mi rimane altro , che una infinitamiseria , e mi vi raccomando »
Fu adoperato al tempo di Paolo IV- nelle fortificazioni di Ro-ma in più luoghi, e da Salustio Peruzzi, a chi quel Papa, come s' èdetto altrove , aveva dato a fare il portone di castello s. Agnolo og-gi la metà rovinato . Si adoperò ancora a dispensare le statue diquella opera, e vedere i modelli delli scultori, e correggerli ; ein quel tempo venne vicino a Roma lo esercito Francese , dove pen-sò Michelagnolo con quella città avere a capitar male ; donde eglicon Antonio Franzefe da Castel Durante , che gli aveva laslàto Ur-bino in cala per servirlo nella stia morte , fi risolvè fuggirsi di Ro-ma » e segretamente andò nelle montagne di Spoleti ; dovL_,egli visitò certi luoghi di romitorj, nel qual tempo scrivendogliil Vaiari, e mandandogli una operetta» che Carlo Le nzoni cittadi-no 1 Fiorentino alla morte sua aveva lasciata a melser Cosimo Bartoli»che dovesse farla stampare » e dirizzare a Michelagnolo ; finita cheella fu in que' dì, la mandò il Vasari a Michelagnolo, che rice*vuta rispose così.
T. 1 II. N n MesGior-
x Fu Carlo Lenzoni di profes-sione legista , numerato dal Monal-di nella sua storia tra i rinomatigiureconsulti . Il libro, che qtjìaccenna il Vasari, è intitolato : Di-fesa della lingua Fiorentina , e diDante , con le regole di far bella , enumerosa la prosa ; dedicata al se-renijjìmo Cosmo 1. Granduca di To-scana . Firenze x;; 6 . in 4 . Consistequest’ opera principalmente nel di-fender Dante , e la lingua Fioren-
tina da alcune critiche del Bembo,e di Bernardino Tornitane, e d’ al-cuni altri. Il Lenzoni lasciò quest'opera imperfetta, e su terminatada Pièrsrancesco Giambullari, mor-to il quale pervenne alle mani diCosimo Bartoli, che la fece stam-pare , e mandolla a Michelagnolo,stante il sapersi 1 ’ amore , e lo stu rdio , che aveva fatto su quel divi-no Poeta.
Si duole della netted'Urbin» suo creato .