Q_tf a k T A Parte.
Mtra lettera del j hofuggire nelle montagnt .
Statua di quattro fi-gure spezzata .
Sue giudizio /inijfimo» perciò non fi con-tata va si presto .
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Mejser Giorgio amico caro . Io ho ricevuto il libretto di messer Co-simo , che voi mi mandate , ed in questa far a una di ringraziamento . Pre-govi , che gliene diate , e a quella mi raccomando .
Io ho avuto a questi dì un gran disagio , e spesa , e gran piacerenelle montagne di Spoleti a visitare que' romiti , in modo che io son ri-tornato men che mezzo a Roma , perché veramente e' non fi trova pacese non ne' boschi - Altro non ho che dirvi . Mi piace , che stiate sano , elieto , e mi vi raccomando , de' 18. di Settembre X 5 Zò.
Lavorava Michelagnolo quasi ogni giorno per silo passatempointorno a quella pietra , che s’ è già ragionato , con le quattro fi-gure , la quale egli spezzò in questo tempo per queste cagioni,perché quel fasto aveva molti smerigli, ed era duro , e faceva spessi)fuoco nello scarpello ; o soste pure , che il giudizio di quello uomofosse tanto grande , che non si contentava mai di cosà, che e’ faceste .E che e’ sia il vero , delle sue statue se ne vede poche finite nellasua virilità , che le finite affatto fono state condotte da lui nella suagioventù, come il Bacco, la Pietà della febbre , il Gigante di Fio-renza , il Cristo della Minerva , che queste non è possibile né cre-scere , né diminuire un grano di panico lenza nuocere loro : T altredel Duca Giuliano , e Lorenzo r , Notte , e Aurora , e ’1 Moisè , conr altre due in fuori, che non arrivano tutte a undici statue ; 1’ altredico sono restate imperfette , e fon molte , maggiormente , come_»quello , che usava dire , che se s’ avesse avuto a contentare di quel,che faceva » n’ arebbe mandate poche , anzi nessuna suora ; veden-dosi , che egli era ito tanto con l’arte, e col giudizio innanzi, checome egli aveva scoperto una figura , e conosciutovi un minimo ched’ errore , la lasciava stare, e correva a manimettere un altromarmo, pensando non avere a venire a quel medesimo ; ed egli spesiso diceva essere questa la cagione , che egli diceva d’aver fatto sìpoche statue, e pitture. Questa Pietà, come fu rotta, la donò a Fran-cesco Bandirli. In questo tempo Tiberio Calcagni scultore Fioren-tino 2 era divenuto molto amico di Michelagnolo per mezzo diFrancesco Bandissi , e di messer Donato Giannotti ; ed essendo ungiorno in casa di Michelagnolo , dove era rotta questa Pietà , do-po lungo ragionamento gli dimandò , perché cagione l’avesse rotta,e guasto tante mavigliose fatiche j rispose, estèrne cagione la impor-tunità
1 11 Duca Giuliano , e Loren- si trova Antonio Calcagni scultore
zo sono terminati affatto . di Recanati. 11 Vasari più abbasso
2 Di quello Tiberio Calcagni lo cita, come studioso d’architettu-non si trova nè pure il nome nell’ ra , e racconta, che MichelangioloAbbecedario pittorico; solamente vi se ne servì in alcune sculture.