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Tomo terzo.
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Duca celante del suoonere .

Pregato a far un mo-dello della cupola dii, Pietro .

Lo fece far di terre ,e poi di legno con mi-sura da ridurfi ali ’antico palmo Roma-ne ,

28 6 Q_o a r t aa Parte.

mo Michelagnolo, vedendo questisti inconvenienti» del suo venire piia Fiorenza, dicendogli » che aveveva più caro il suo contento » e cheseguitasse s. Piero , che cosa , chehe potesse avere al Mondo » e chesi quietasse . Onde Michelagnololo scrisse al Vasari nella medesimacarta » che ringraziava il Duca t quanto sapeva , e poteva di tantacarità» dicendo: Dio mi dia grarazia » eh’io possi servirlo di questapovera persona, che la memoriaia e ’l cervello erano iti aspettar-lo altrove. La data di questa 1 lettera su d’Agosto sanno 1557.avendo per questo Michelagnololo conosciuto » che ’l Duca sti-mava e la vita » e 1’ onor suo » p più che egli stesse » che la dotava .Tutte queste cose , e molt’ altre e » che non sa di bisogno » abbiamoappresso di noi scritte di sua manoio - Era ridotto Michelagnolo in untermine » che vedendo » che in & s. Piero si trattava poco » e avendogià tirato innanzi gran parte del f. fregio delle finestre di dentro » edelle colonne doppie di suora » chche girano sopra il cornicione ton-do 1 » dove s’ ha poi a posare la ( cupola » come si dirà ; su conser-tato da’ magg seri amici suoi, comete dal cardinale di Carpi » da messerDonato Gianozzi , e da Frane escuto Bandini, e da Tommao de’ Ca-valieri , e dal Lottino 2 . Questi lo lo stringevano, che poiché vedeva ilritardare del volgere la cupola » r ne dovesse fare almeno un model-lo . Stette molti mesi così senza t risolversi, alla fine vi diede prin-cipio, e ne condusse a poco a poccco un piccolo modello di terra, perpotervi poi con 1’esempio di querelin, e con le piante, e profili»che aveva disegnati , larne fare : un maggiore di legno : il quale,datogli principio , in poco più d’s uno anno lo fece condurre a mae-stro Giovanni Franzeso con molto o suo studio , e fatica : e lo se digrandezza tale, che le misure, , e proporzioni piccole torna sonoparimente col palmo antico Romatano , nel!’ opera grande, ali’ intera

per*

1 Questo è il famoso , e bellissi- -mo tamburo tutto di travertini , ,alcuni de’ quali, benché in pochiluoghi, essendo crepati, non si saquando , diedero occasione di spar-ger voce , che li cupola rovinava , ,le quali voci sono state sparse piùvolte , Questa gran fabbrica , che >non ha eguale al Mondo per la suavastità , e che ha più di zo- milascudi 1' anno di entrata , porta_»molto pericolo di trovare degli ar-tefici, che trovino sempre nuoveinvenzioni di spendere intorno adessa, anche quando non sa di me-stieri ; e di trovare anche architet-ti, quali vengono qui descritti dal

Bonarroti, e dal Vasari a cart.181.lo posso attestare d’ aver sentitoproporre in una Congregazione daun architetto di questa fabbrica ,sagace , e ardimentoso , di demoli-re questo tamburo , e rifarlo dinuovo con un nuovo disegno, sen-za spaventarlo nè la spesa , nè l’ec-cellenza di quello del Bonarrotti,eh’ è tanta, quanto qui appressodice il Vasari , e più .

2 Francesco Bottini Volterra-no letterato noto per li suoi ^Av-vertimenti civili stampati in Ve-nezia , che furono molto stimati, eperciò tradotti in Francese , e im-pressi in Lione .