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Tomo terzo.
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Vita di Michelagnolo Bonarkoti. »8;rispondente alle rime . Sarebbe volentieri parritofi di Roma Mi-chelagnolo ; ma era tanto stracco , ed invecchiato , che aveva, comesi dirà più bastò, stabilito tornarsene ; ma la volontà era pronta ,inferma la carne , che lo riteneva in Roma . Ed avvenne di Giugno1 ’ anno 1557. avendo egli fatto il modello della volta , che coprivala nicchia, che si faceva di trevertino alla cappella del Re , che nac-que per non vi potereste, come soleva , uno errore, che il capomaestro in sul corpo di tutta la volta prese la misura con una centinasola , dove avevano a essere infinite ; Michelagnolo come amico , econfidente del Vasari gli mandò di sua mano 1 i disegni con questeparole scritte a pie di due :

La centina segnata di rosso la prese il capo maestro sul corpo di tut-ta la volta ; dipoi come fi cominciò a passar al mezzo tondo , che è nel Errore occorse nellacolmo di detta volta , s'accorse dell' errore , che faceva detta centina , cappella del .comesi vede qui nel disegno le segnate di nero . Con que/lo errore è itala volta tanto innanzi , che s'ha a disfare un gran numero di pietre ,perché in detta volta non ci va nulla di muro , ma tutto trevertino , eil diametro de' tondi , che senza la cornice gli ricigne di 22. palmi . Que-llo errore avendo il modello fatto appunto , come so d' ogni cosa , è fia-to fatto per non vi potere andare speso per la vecchiezza : e dove iocredetti , che ora fusse finita detta volta , non sarà finita in tutto quefioverno ; e se fi potesse morire di vergogna , e di dolore , io non sarei vi-vo . Presovi , che ragguagliate il Duca , che io non sono ora a Fioreuza .

E seguitando nelsaltro disegno, dove egli aveva disegnato la piantadiceva così: Mejèr Giorgio , perché sia meglio intesola difficoltà dellavolta , per osèrvare il nascimento suo fino di terra è fiato forza dividerlain tre volte in luogo delle finestre da baso divise da i pilastri , come ve-dete , che e' vanno piramidali in mezzo , dentro del colmi della volta ,come fa il fondo , e lati delle volte ancora ; e bisognò governarle con unnumero infinito di centine , e tanto fanno mutazione , e per tanti versidi punto in punto , che non ci fi può tener regola ferma , e i tondi , equadri , che vengono nel mezzo de' lor fondi , hanno a diminuire , e cre-scere per tanti versi , e andare a tanti plinti , che è disfidi cosa a trovareil modo vero . Nondimeno avendo il modello , come so , di tutte le cose ,non fi doveva mai pigliare sì grande errore di volere con una centinafola governare tutt' a tre que'gusci , onde n è nato , eh' è bisognato convergogna , e danno disfare , e disfarsene ancora un gran numero di pie-tre . La volta , e i conci , e i vani è tutta di trevertino , come l' al-tre cose da basò , cosa non usata a Roma . Fu assoluto dal duca Cosi-mo Mi-

1 Si vegga il Dialogo 2. di quel- sa della fabbrica di s. Pietro da'li stampati in Lucca, dove fono cardinali , e da’prelati di quei tem-narrate , ed esaminate le veifazio- pi, perché non erano intelligentini, eh’ebbe il Bonarroti per cau- di queste arti.