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Tomo terzo.
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Vita di Michiiaomolo Bonarhoti. zozticando uomini per vedere il principio , e legazioni dell' ossature ,muscoli, nerbi, vene , e moti diversi , e tutte le positure del cor-po umano : e non solo degli uomini, ma degli animali ancora , eparticolarmente de cavalli, de quali si dilettò asîài di tenerne , edi tutti volle vedere il lor principio , e ordine , in quanto ali' ar-te j e lo mostrò talmente nelle colè, che gli accaddono trattare,che non ne fa più chi non attende a altra cosa , che quella . Perlochèha condotto le cose sue così col pennello, come con lo scarpello, chefon quasi inimitabili, e ha dato , come s è detto, tanta arte_, ,grazia , e una certa vivacità alle colè sue , e ciò sia detto con pacedi tutti, che ha passato , e vinto gli antichi, avendo saputo cava-re della dificultà tanto facilmente le cose, che non pajonfatte confatica , quantunque da chi disegna poi le cose sue, ella vi si trovi perimitarla 1 . E stata conosciuta la virtù di Michelagnolo in vita , e nonT -IIL Q_q come

roti;,, Non vi nego, che Michel,, Agnolo a' nostri non sia un raro miracolo dellarte, e della Natura . E quelli, che non am- mirano le cose sue, non hanno punto di giudicio , e maffima-,, mente dintorno alla parte del disegno, nella quale senza dub- bio è profondissimo . Perciocché egli é stato il primo , che in que- sto secolo ha dimostrato a i pit- tori i bei dintorni , gli scorti, il rilievo , le movenze, e tutto quello , che si ricerca in fare un,, nudo a perfezione : cosa che non si era veduta innanzi a lui,,i Nelle produzioni delle tre bel-le arti la perfezione , e l'eccellen-za consiste in quella facilità diffi-cile . Questo si vede nelle pitturedAndrea del Sarto , deCaracci,e del Domenichino più specialmen-te , che lèmbrano per la loro na-turalezza fatte senza fatica. Talisono le sculture di Michelangiolo ,le quali, benché abbiano in se unpoco dell ammanierato , tuttaviala maniera è stata ricoperta contal arte , che non vi si vede ; e co-loro , che 1 hanno voluto seguita-re , non 1 avendo saputa ricopri-re , hanno dato nel goffo , il che

egli predisse dicendo , che la suamaniera avrebbe prodotti moltiartefici così fatti. Questa facilitàdifficile fa leccellenza anche dimolte altre arti, come della musi-ca , della poesia &c. Di quest ulti-ma parlando Orazio dice :

Ex noto fBum car men sequar , utstbi quivis

Speret idem ; fudet muîtum , fru-Jlraque Iaboret

jlufus idem : tantum feries jun -fturaque pollet .

Tantum de medio fumptis acceditbonoris .

Che viene a dire quel che più sot-to scrive il Vasari in quelle paro-le ; Tson cercando altro , che colmetterle tutte insieme ci fosse unacerta concordanza di grazia nel tut-to . Con tutto questo non è man-cato chi abbia criticato le opere diMichelangiolo, e la sua maniera ,come si può vedere ne Tratteni-menti sopra le Vite , e sopra le O-pere depiù eccellenti pittori, com-posti dal sig. Felibien tom.i. c. 502.della feconda edizione . Fra questicritici si dee annoverare Lodo-vico Dolce nel detto Dialogo so-pra la pittura. Ma questo autorenon era tanto intelligente di que-ste ma-

Studie , che pese perarrivare al somme .