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Tomo terzo.
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Vita di Michelagnolo Bonakroti. zi;oltre a un Cristo con Ja Samaritana al pozzo 1 . Dilettoli! moltodella Scrittura sacra , come ottimo cristiano , che egli era , ed eb- Pratie» della sanabe in gran venerazione 1’ opere scritte da fra Girolamo Savonarola » S(r,ttura -per avere udito la voce di quel frate in pergamo • Amò grande-mente le bellezze umane per la imitazione dell'arte, per potere scor-re il bello dal bello, che lènza questa imitazione non si può farcosa perfetta; ma non in pensieri lascivi , e disonesti, e l'hamostro nel modo del viver suo, che è stato parchissimo, essendosi sapore», t vigilan*contentato, quando era giovane, per istare intento al lavoro , d’un te •poco di pane , e di vino, avendolo usato, fendo vecchio, fino chefaceva il Giudizio di cappella, col ristorarsi la sera, quando avevafinito la giornata , pur parchissimamente ; che sebbene era ricco ,viveva da povero, nè amico nessuno mai mangiò seco, o di ra-do , nè voleva presenti di nessuno, perché gli pareva , come uno glidonava qual cosa , d’ essere sempre obbligato a colui ; la qual so-brietà lo faceva estere vigilantissimo, e di pochissimo sonno ; e be-ne spesso la notte si levava, non potendo dormire , a lavorarecon lo scarpello, avendo fatta una celata di cartoni, e sopra ilmezzo del capo teneva accesa la candela , la quale con questo mo-do rendeva lume, dove egli lavorava senza impedimento delle ma-ni ; ed il Vasari, che più volte vide la celata, considerò , chenon adoperava cera, ma candele di sevo di capra schietto, chesono eccellenti, e gliene mandò quattro mazzi , che erano qua-ranta libbre. Il suo servitore garbato gliene portò alle due ore dinotte, e presentategliene , Michelagnolo ricusava , che non levoleva . Gli disse : Messere elle m’ hanno rotto per di qui in pon-te le braccia, nè le vo' riportare a casa , che dinanzi ài vostro uscioci è una fanghiglia soda , e starebbono ritte agevolmente : io le ac-cenderò tutte . Michelagnolo gli disse : Posale costì, che io nonvoglio, che tu mi faccia le baje ali’ uscio. Dissensi, che moltevolte nella sua gioventù dormiva vestito, come quelli, che stracco Stenti, thè fietpetdal lavoro non curava di spogliarsi per aver poi a rivestirsi. Sono ** mtr arte *alcuni, che l’hanno tassato d’ essere avaro . Questi 8'ingannano, per-ché sì delle cose dell’ arte , come delle facultà , ha mostro il con-trario . Delle cose dell’ arte si vede aver donato , come s’ è detto ,a messer Tommaso de’ Cavalieri 2 , a messer Lindo , ed a sra_*

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regé de la Vie des plus fameux tura . Il Laron de Stosch avea unapeintref a cart. xlii. del discorso terra cotta alta mezzo braccio inpreliminare , e ne accenna due circa, in cui di bassorilievo eraaltri simili, uno nel palazzo Lor- un crocifisso col cattivo ladrone .ghese , e l’altro presso il Priore t Di questa Samaritana abbia-dala Certosa di Napoli. Questo mo la stampa in rame .pure è stato intagliato in rame nel- 2 II Vasari qui addietro ha detto,

Ja grandezza medesima della pit- aver fatto il Bonarroti molti dise-gni