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Tomo terzo.
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Vita di Michelagnolo Bonarroti. 319del Paradiso . Serviva un Principe 1 , che ogni dì variava di-segni» nè stava fermo ; disse Michelagnolo a uno amico suo : Que-sto Signore ha un cervello come una bandiera di campanile» cheogni vento » che vi da dentro » la sa girare . Andò a vedereuna opera di scultura » che doveva mettersi suora > perché era fi-nita » e si affaticava lo scultore assai in acconciare i lumi dellefinestre» perch’ella mostraste bene; dove Michelagnolo gli disse :Non ti affaticare » che l’importanza sarà il lume della piazza ;volendo inserire, che come le cose sono in pubblico » il popolosa giudizio» s’elle sono buone» o cattive . Era un gran Princi-pe » che aveva capriccio in Roma d’ architetto » e aveva fattofare certe nicchie per mettervi figure » che erano 1* una tre qua-dri alte » con uno anello in cima » e vi provò a mettere dentrostatue diverse > che non vi tornavano bene . Dimandò Michelagno-lo quelche vi potesse mettere» rispose : De’ mazzi di anguille ap-piccate a quello anello . Fu assunto al governo della fabbrica di sanPiero un signor, che faceva professione d’intendere Vitruvio »e d’ essere censore delle cose fatte 2 . Fu detto a Michelagnolo : Voiavete avuto uno alla fabbrica » che ha un grande ingegno . RisposeMichelagnolo : Egli è vero » ma egli ha cattivo giudizio . Ave-va un pittore fatto una storia » e aveva cavato di diversi luoghi dicarte, e di pitture molte cose, nè era in su quella opera niente»che non fosse cavato ; e su mostra a Michelagnolo, che veduta,gli fu dimandato da un siio amicissimo, quel che gli pareva, ri-spose : Bene ha fatto : ma io non so al dì del giudizio, che tutti icorpi piglieranno le lor membra » come farà quella storia , che nonci rimarrà niente; avvertimento a coloro , che sanno Parte, ches’avezzino a fare da se . Bastando da Modani vedde di mano dimaestro Antonio Rigatino i Modanese scultore , che aveva fatto

mol-

1 Ciò disse Michelagnolo di Giu-lio III. Vedi i Dialoghi delle trearti a c. 35.

2 Questa cosa è avvenuta anchealtre volte dopo la morte di Mi-chelagnolo , e pure parrebbe, chein quella carica si dovesse sceglie-re persone assai intendenti, o sefosse eletto uno non intendente ,che non la dovesse accettare.

z Questa scultore nel? Abece-dario pittorico è chiamato Anto-nio Legaceli!, perche così lo nomi-na il Vedriani nella raccolta delit-tori , scultori dee. Modonesi a c.

Ammira /’ opere diBigarino fatte taterra .

4 6. e più autenticamente si tro-va scritto in iscrizioni poste sot-to le sue opere riferite dal det-to Vedriani. Faceva i modelli alCoreggio, perché gli potesse di-segnare di sotto in su, non si po-tendo tenere il naturale in quel-li scorci. V. lo Scannelli libr. 2 ac. 275. Morì il dì 9. di Dicembredel 1555. Di questa lode data dalBonarroti al Legaceli! sa menzio-ne il P. Gio. Batista Rho nel librointitolato : Vari& virtutum biHo-r'ue al cap. il. senza dire il nomedello scultore Modonese : Micbael