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Tomo terzo.
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Vita di Michelagnolo Bonarroti . zrrlio III. a un’ ora di notte per un disegno a casa Michelagnolo , tro-vò , che lavorava sopra la Pietà di marmo, che e’ ruppe . Conosciu-tolo Michelagnolo al picchiare della porta , si levò dal lavoro , eprese in mano una lucerna dal manico ; dove esposto il Vasari quelche voleva , mandò per il disegno Urbino disopra ; e entrati inaltro ragionamento, voltò intanto gli occhi il Vasari a guardareuna gamba del Cristo sopra la quale lavorava 1 , e cercava dimutarla ; e per ovviare , che ’l Vasari non la vedesse , si lasciòcascare la lucerna di mano, e rimasti ai bujo, chiamò Urbino, cherecasse un lume , e in tanto uscito fuori del tavolato, dove eli’ era,disse : Jo sono tanto vecchio, che spesso la morte mi tira per lacappa, perché io vada seco, e questa mia persona cascherà un di co-me questa lucerna , e sarà spento il lume della vita . Contuttociòaveva piacere di certe sorte uomini a suo gusto , come il Menighel- ...in pittore dozzinale , e goffo di Valdarno , che era persona piace- a p iactvoli.

volissima , il quale veniva talvolta a Michelagnolo, che gli facesseun disegno di san Rocco, o di santo Antonio per dipignere a’conta-dini. Michelagnolo, che era difficile a lavorare per i Re 9 sì met-teva giù lassando stare ogni lavoro, e gli faceva disegni sempliciaccomodati alla maniera, e volontà , come diceva Menighella 2 ;e fra l’altre gli fece fare un modello d’urj Crocifisso , che era bel-lissimo ; sopra il quale vi fece un cavo j e ne formava di cartone »e d’altre mestare, e in contado gli andava vendendo , che Miche-lagnolo crepava delle risa ; massime che gì’ intravveniva di bei ca-si , come con un villano , il quale gli fece dipignere s. Francesco ,e dispiaciutogli, che ’l Menighella gli aveva fatto la vesta bigia ,che l’arebbe voluta di più bel colore ; il Menighella gli fece inT. III. • Ss dosso

te 422. dello stesso tomo, nel vede-re una pittura d’ Ugo da Carpi,dove era notato, essere ella fattasenza penello ; al che Michela-gnolo disse : Sarebbe meglio , chel’avesse adoperato , e 1' avesse fat-ta meglio . Questo quadro d’ Ugopuò essere quello , che rappre-senta s. Pietro e s. Paolo con—»la Veronica, che è nella sagre-stia di s. Pietro in Vaticano, cheappunto 1 ’ Abate Tiri dice este-re stato dipinto senza pennello .

1 Michelangelo studiò semprefino, che visse ; e questo gruppofu da lui intrapreso per mantener-si in esercizio di lavorare il mar-mo, tanto era innamorato dell’arte,e dello studio : II che fitrova ( co-

me dice il Lomazzo a c. 114. dellIdea del tempio della pittura ) cbehanno fatto i maggiori lumi di que-lla nottra arte . Onde fi legge , cberitrovato una volta il cardinal Far-nese Michel Angelo apprejfo al Co-liseo , e obiettagli , dove allora an-dajfe per quelle nevi ; egli rispose :

10 vado ancora alla stuoia per im-parare .

2 Si dilettò anche delle sempli-cità di Giuliano Bugiardini , co-me racconta il Vasari nel tom. il,ac. 6iz. 616. 619. ed ebbe la pa-zienza di lasciarsi fare il ritratto dalui V. a c. 617. Così pure dell’ In-daco si prese molto spasso . Vedi

11 Vasari tom. 1. a c. 51 r.

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