Vita di Michèlagnolo Eonarroti. zrz
orecchie assai ; le quali orecchie erano più pretto alquanto grandi, SM t ^ si( .e fuor delle guance. Il corpo era a proporzione della faccia , e piùtosto grande. Il naso alquanto stiacciato , come si disse nella Vitadel Torrigiano 1 j che gliene ruppe con un pugno: gli occhi piùtosto piccoli che no , di color corneo, macchiati di scintillegiallet—te, azzurricine 2 : le ciglia con pochi peli : le labbra sottili, eque!disotto pili grossetto , e alquanto in fuori: il mento ben compo-sto alla proporzione del resto: la barba» e i capelli neri, sparsacon molti peli canuti, lunga non molto » e biforcata » e non moltofolta S . Certamente fu al Mondo la sua venuta » come dilli nelprincipio» uno esempio mandato da Dio agli uomini dell' arte no-stra > perché egl’ imparassero da lui nella vita sua i costumi, e nelleopere S come avevano a essere i veri, e ottimi artefici j ed io»che ho da lodare Dio d’infinita felicità , che raro suole accaderenegli uomini della profelîione nostra » annovero fra le maggioriuna » esser nato in tempo » che Michèlagnolo sia stato vivo , e sia
Si 2 staso
1 Vedi tom. il. a c. 75. dovenella Nota si narra la causa, percui si crede , che il Torrigianocolpisse Michèlagnolo sul naso.Benvenuto Cestini nella propriaVita a car. 13. la racconta cosi :„ o ra torniamo a Piero Torrigia-„ ni, che con quel mio disegno,, in mano disse così : Questo Bo-„ narroti, ed io andavamo ad im-„ parare da sanciulletti nella chie-,, sa del Carmine dalla cappella di„ Malaccio ; e poi il Bonarroti„ aveva per usanza d’-uccellare„ tutti quegli, che disegnavano.,, Un giorno infra gli altri, dan-,, domi noja il detto , mi venne„ assai più stizza del solito, e stret-„ to la rnano gli detti sì gran pu-,, gno nel nalo, che io mi senti’,, fiaccare sotto il pugno quel!'„ osso , e tenerume del naso , co-,, me se fosse stato un cialdone j„ e così legnato da me ne re-„ sterà infin che vive „ Il Tor-rigiani fece questo discorso al Cel-luli , quando tornò d’Inghilterra ,dal qual discorso il Cestini con-cepì odio tale contro il Torrigiani,che non lo poteva più vedere .
2 Qa questa minuta descri-
zione degli occhi di Michelan-giolo si raccoglie avere preso er-rore il Sandrart, quando scrisse ,che Michelangiolo aveva una par-ticolare stima, e quasi dica, pas-sione per le statue antiche , chesono nel cortile di Belvedere , laquale conservò fino asta morte, tal-ché oppresso dalla vecchiaja , e di-venuto cieco , si faceva condurrepresso queste statue , e le toccava auna a una per lungo tempo , e nonle lasciava, se prima non le abbrac-ciava, o le baciava. Di dove il San-drart abbia ricavato, che Michelan-giolo accecasse, non so né pure im-maginarmelo , non essendo statodetto da nessuno , che abbia par-lato di questo divino artefice .Il Ricardson a cart. ; 19. del tom.3. crede, che lo possa aver senti-to dire da qualche persona vol-gare, quando su in Roma ; ma lorigetta come manifesto sbaglio .
3 Questa descrizione dell’ effi-gie di Michèlagnolo corrispondepuntualmente a i ritratti, che ab-biamo di rilievo, e in istampa diesso . Si vegga la nota qui addietroa c. 294. dove si parla lungamen-te de' suoi ritratti.
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