Vita vi Mickelaonolo EotfARROTr. 329
ma 1 » e che quella di Roma più dolce, e temperata l’aveva mante-nuto fallissimo sino al novantesimo anno , con tutti i sensi così viva-ci , ed interi, come fossero stati mai, e con sì fatte forze , fecondoquelf età , che insino ali’ ultimo giorno non aveva lasciato d' ope-rare alcuna cosa . Poiché dunque per così subita , e quasi improv-visa venuta non si poteva far per allora quello, che fecero poi ;arrivato il corpo di Michelagnolo in Firenze , fu messa, come voi- il cadavirosuo con-lono i deputati, la casta il dì medesimo , eh' ella arrivò in Fioren- dotte *za , cioè il dì 11 . di Marzo» che su in sabato» nella Compagnia dell’
Assunta » che è sotto l'altar maggiore » e sotto le scale di dietro dis. Piero maggiore » senza che suste tocca di cosa alcuna. Il dì se-guente » che fu la Domenica della seconda settimana di Quaresima >tutti i pittori, scultori » ed architetti si ragunarono così dissimo,latamente intorno a s.Piero» dove non avevano condotto altro»che una coperta di velluto» fornita tutta» e trapuntata d’oro »che copriva la cassa , e tutto il feretro ; sopra la quale cassa era unaimmagine di Crocifissi). Intorno poi a mezza ora di notte» ri-stretti tutti intorno al corpo » in un subito i più vecchi, ed ec-cellenti artefici diedero di mano a una gran quantità di torchi,che lì erano stati condotti ; ed i giovani a pigliare il feretro contanta prontezza » che beato colui » che vi si poteva accostare , esottomettervi le spalle , quasi credendo d’ avere nel tempo avve-nire a poter gloriarsi d’aver portato Possa del maggior’uomo ,che mai suste nell’ arti loro . U essere stato veduto intorno a sanPiero un certochè di ragunata » aveva fatto» come in simili casiaddiviene , fermarvi molte persone ; e tanto più essendosi bucina-to » che il corpo di Michelagnolo era venuto » e che si aveva aportare in santa Croce. E sebbene » come ho detto > si fece ogniopera » che la cosa non si sapesse » acciocché spargendosi la famaper la città » non vi concorresse tanta moltitudine » che non si po- Concorso alla fn/Lotesse fuggire un certochè di tumulto » e confusione -, ed ancora per- ^ r,ma venut * -chè desideravano » che quel poco » che volean fare per allora » ve-niste fatto con più quiete » che pompa » riserbando il resto a piùagio » e più comodo tempo ; 1’ una cosa » e P altra andò per lo con-trario . Perciocché quanto alla moltitudine» andando, come s’èdetto » la nuova di voce in voce » si empiè in modo la chiesa in unbatter d’occhio » che in ultimo con grandissima difficultà si con-dusse quel corpo di chiesa in sagrestia per sballarlo, e metterloT.III. T t nel
1 Non vi ha dubbio, che Paria e di presente i nobili la passanodi Firenze nell’ inverno per ef- nelle loro'ville. Ma non è perser umida , nebbiosa , e molto altro, che in Firenze non sitro-sredda , è contraria alla sanità, vi una buona quantità di vecchi diQuindi è , che la Corte soleva an- sopra 82. anni vegeti, e robustidare a Pisa a passare P invernata , 3 maraviglia .