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Tomo terzo.
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Vita di Michelagnolo BoNARROTr. 337

dove le dette figure posavano, nasceva un altro intasamentopur quadro, ed alto braccia quattro in circa, ma di larghezza,e lunghezza tanto minore di quel disotto» quanto era 1’ aggetto»e scorniciamento » dove posavano le dette figure » ed aveva inogni faccia un quadro di pittura di braccia sei e mezzo per lun-ghezza » e tre d'altezza. E di sopra nasceva un piano nel medesi-mo modo » che quel di sotto » ma minore ; e sopra ogni canto se-deva in lui risalto d’un zoccolo una figura quanto il naturale » opiù ; e queste erano quattro donne » le quali per gli stromenti » cheavevano » erano facilmente conosciute per la Pittura » Scultura » QuattriArchitettura » e Poesia » per le cagioni, che disopra nella narra- virtù inalone della sua Vita si sono vedute. Andandosi dunque dalla prin- & nol ° 'cipale porta della chiesa verso 1’ altare maggiore » nel primo quadrodel secondo ordine del catafalco » cioè sopra la storia, nella qualeLorenzo de’Medici riceve» come si è detto» Michelagnolo nelsito giardino » era con bellissima maniera dipinto » per 1' architet-tura» Michelagnolo innanzi a Papa Pio IV- col modello in mano del-la stupenda macchina della cupola di s. Piero di Roma ; la qualestoria» che fu molto lodata» era stata dipinta da Piero Franciapittore Fiorentino con bella maniera » ed invenzione . E la sta-tua » ovvero simulacro dell' Architettura » che era alla man mancadi questa storia, era di mano di Giovanni di Benedetto da Castel-lo 1 » che con tanta sita lode fece anco , come fi è detto » il Tevere »uno de' due fiumi » che erano dalla parte dinanzi del catafalco.

Nel secondo quadro » seguitando d’andare a man ritta verso laporta del fianco » che va fuori » per la Pittura » fi vedeva Miche,lagnoso dipignere quel tanto » ma non mai abbastanza lodato Giù.dizio» quello dico» che è l’esempio delli scorci» e di tutte 1’al-tre difficoltà dell' arte . Questo quadro » il quale lavorarono i gio-vani di Michele di Ridolso con molta grazia» e diligenza» ave.va la soa immagine » e statua della Pittura similmente a man man-ca , cioè in sul canto » che guarda la sagrestia nuova » fatta daBatista del Cavaliere a » giovane non meno eccellente nella scul.

T.III. V v tu-

1 Questi è Gio.di Benedetto Ban-dini da Castello , detto Gio. dall’Opera, perche lavorò lungo temponelle stanze dell’ Opera del duo-mo . Fu scolare eccellente di Bac-cio Bandinelli ; e riuscì perfettonel far ritratti. Lavorò molto suquei profeti di bassorilievo, chesono intorno al coro del duomodi Firenze , che sanno stupirechiunque gli vede , quantunquenon sia della professione . Vedi

altre notizie di lui presso il Bal-dinucci Dee. j. part. z. fec. 4. ac. 187. e prima di esso il Ripo-so del Borghino a c. 522. e 637,dell’edizione in 8. del 1584.

2 Gio. Batista di Domenico Lo-renzi nato nel 1528. Fu detto Ba-tista del Cavaliere , perché su sco-lare del cavalier Bandinelli . Man-dò in Francia, e in Ispagna del-le sue statùe, e su un riguardevo-le scultore . Morì a'7-di Gen.izpz.

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