Vita di Michelagnolo Eonakroti . 339
per larghezza, e lunghezza del detto ultimo piano ; sopra i risii-ti della quale sedevano le dette figure scempie, e intorno al-la quale si leggevano queste parole : Sic ars extollititr arte . So-pra questa base poi posava una piramide , alta braccia nove_, »in due parti della quale, cioè in quella, che guardava la por-ta principale j e in quella, che volgea verso l’altare maggiore,giù da basso , era in due ovati la testa di Michelagnolo di rilie-vo, ritratta dal naturale , e stata molto ben fatta da Santi Buglioni. $ ece i a ustadiMìthe-In testa della piramide era una palla a està piramide proporzionata , Ugnalo il Bugliani .come se in està sosterò state le ceneri di quello, che si onorava : esopra la palla era, maggiore del naturale , una Fama, finta dimarmo, in atto che pareva volaste , e insieme facesse per tuttoil Mondo risonare le lodi, e il pregio di tanto artefice con unatromba, la quale finiva in tre bocche; la quale Fama sudi manodi Zanobi Lastricati, il quale, oltre alle fatiche , che ebbe , comeprovveditore di tutta l'opera , non volle anco mancare di mostrare , pama fatt* dal tir.con suo molto onore, la virtù della mano, e dell'ingegno. ln^ r ' catl 'modo , che dal piano di terra , alla testa della Fama, era come, siè detto , l’altezza di braccia ventotto .
Oltre al detto catafalco , essendo tutta la chiesa parata di ro-vesci , e rasce nere , appiccate , non come si suole alle colonne delmezzo , ma alle cappelle , che sono intorno intorno ; non era alcunvano fra i pilastri, che mettono in mezzo le dette cappelle, ecorrispondono alle colonne , che non aveste qualche ornamento dipittura, e il quale, facendo bella, e vaga, ed ingegnose mostra , nonporgesse in un medesimo tempo maraviglia, e diletto grandissimo ,
E per cominciarmi da un capo, nel vano della prima cappel-la , eh’è accanto ali’altare maggiore, andando verso la sagrestiavecchia, era un quadro alto braccia sei, e lungo otto, nel quale Ornamenta funebricon nuova , e quasi poetica invenzione era Michelagnolo in mez- di tuttala chiesa .zo , come giunto ne’ campi Elisi, dove gli erano da man destra ,assai maggiori che il naturale , i più famosi, c que' tanto cele-brati pittori, e scultori antichi. Ciascuno de’ quali si conosce-va a qualche notabile segno. Prassi te le al satiro, che è nella vi-gna di Papa Giulio III. Apelle al ritratto d'Alessandro Magno,
Zeusi a una tavoletta, dove era figurata l’uva, che ingannò gli uc-celli ; e Parnasio con la finta coperta del quadro di pittura . E co-sì come a questi, così gli altri ad altri segni erano conosciuti.
A man manca erano quelli, che in questi nostri secoli da Cimabue
in qua sono stati in queste arti illustri . Onde vi si conosceva Giot- . . ,
to a una tavoletta , in cui si vedeva il ritratto di Dante giovan et- orinanti chTe
feo, nella maniera che in senta Croce si vede essere stato da etto moderai.
Ciotto dipinto. Malàccio al ritratto di naturale . Donatelle simil-
V y z men-