342 Q_v a r t a Parte.'
di Giorgio Vasari, che lo fece con bella maniera, mostrò , chedi lui li poteva onoratissima riuscita sperare . Non molto lontano aquesto, in sulla medesima mano, cioè poco di lotto ali' organo ,aveva Giovanni Strada Fiammingo l 3 valente pittore , in un quadrolungo lèi braccia , ed alto quattro, dipinto , quando MichelagnoloQuadro, che esprime- nel tempo dell’assedio di Firenze andò a Venezia: dove standosi■va quando era in nell’ appartato di quella nobilissima città, che si chiama la Giu-' decea, Andrea Gritti Doge , e la Signoria mandarono alcuni gen-
tiluomini , ed altri a visitarlo , e fargli offerte grandissime . Nellaquale cosa esprimere mostrò il detto pittore con suo molto onoregran giudizio , e molto sapere , così in tutto il componimento , co-me in ciascuna parte di esîo , perché si vedevano nell' attitudini, evivacità de’ volti, e ne’ movimenti di ciascuna figura, invenzione ,disegno , e boniffima grazia .
Ora tornando ali’ altare maggiore, e volgendo verso la sagre-stia nuova , nel primo quadro , che si trovava , il quale veniva a es-sere nel vano della prima cappella, era di mano di Santi Tidi 2 , gio-vane
brano del Vasari. Nel Vaticanola cappella , che serviva per gliSvizzeri, dedicata a s. Stefano , ètutta dipinta nelle muraglie dal-lo Zucchi . Vedi la Descrizionedel palazzo Vaticano.
i Gio. Strada nativo di Brug-gia su prima scolare di Massimi-liano Franco pittore del suo pae-se , poi passò in Anversa, e simesse lotto maestro Lungo PieroOlandele , come dice il Borghininel Riposo a cari. 473. al. 579.Quindi andò a Lione , e si fermòpresso Cornelio dell’ Aja pittoredel re Enrico . Dopo sei mesi sitrasferì a Venezia, e poi a Fi-renze , dove fece molti cartoniper li panni d’arazzo, che face-va tessere il Granduca, e final-mente quivi lavorò molto con_>Francesco Salviati. Ma dopo l’An-no santo tornò a Firenze , e visu preso in ajuto dal Vaiari pergli molti lavori, che aveva allemani . Era molto eccellente neldipignere animali, de’ quali ci so-no molte stampe in rame . Il det-to Borghini parla di lui in mol-
ti altri luoghi accennati nell’ In--dice .
2 Santi di Tito Titi era il veronome di questo pittore, ma co-munemente si chiama Santi di Ti-to . I suoi maggiori furono nobi-li della città detta Borgo Sanse -polcro . Studiò da Palliano daMontecarlo i primi principi deldisegno, e poi da Angelo Bron-zino, e si esercitò fino alla vec-chiaia nel disegno nella scuola delBandinelle; onde riuscì de’ piùcorretti disegnatori , che abbiaavuto la sua professione . Vennea Roma , e dipinse alla Cappel-la del palazzo del duca Salviati,e in s. Gio. de’ Fiorentini fece latavola del s. Girolamo . Parimen-te nelle stanze di Belvedere so-no molte sue pitture . Ma di 28.anni tornò a Firenze , dove la-sciò molte, e molte produzioni delsuo pennello , tra le quali se nenumerano delle eccellenti, e traqueste la resurrezione di Cristo,e la cena d’ Emaus in s. Croce,e questa feconda è la più eccel-lente delle sue opere . La detta
re sur-