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Tomo terzo.
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Vita di Michelasnolo Eonarkoti . 359

egual simmetria, fecondo che richiedeva larchitettura , con la quale edisposta la detta galleria fregiata di pilastri , si ricavano molti fattitralasciati dal Condivi, e dal Vasari, che io soggiungerò qui con leparole stesse della descrizione che di essa galleria lasciò scritta a manoil predetto Michelagnolo giovane . In una dunque di queste pitture dimano di Francesco Furino vien espresso , quamlo Lodovico padre di Mi-chelagnolo , esjendo Vo desia a Chiusi, e Caprese , andando con la moglie( gravida di Michelagnolo ) a prender / ufixjo , essa cadendo da cavallo ,t strascinata per la Classa , non fi sconciò .

6 I versi qui a c. 241. attribuiti a Michelagnolo in risposta allaquartina, che fu fatta alla statua della Notte, sono di Gio. BatistaStrozzi, e non del Bonarroti.

7 II Vasari a c. 243. v. 31. ha detto, che Li Bonarroti fece il disegnodei Ponte di Rialto . Di questo ponte parla Vincenzio Scamozzi ar-chitetto Veneto libr. 8. parte 2. cap. 16. dicendo:,, Per occasione del ponte di Rialto , posto sopra al Canai grande qui in Venezia , oltre a molti disegni , e modelli fatti per lo addietro e dal Vignola, e dal Sanfovino , e da altri eccellenti uomini dell età passate , così richiesti da que' gravissimi senatori, che ne avevano cura òcc. facemmo due invenzioni, 1' una era di tre archi più alti di mez-;, zo cerchio con quattro ordini di pilastri , come si conviene alla,, qualità de ponti . La grossezza de pilastri era la quarta della larghezza dell arco di mezzo , e duci quinti degli archi a destra , e sinistra . E siccome i pilastri alle ripe nella loro lunghezza ave-,, vano due ripe , o leale di qua, e e di per comodità di mon- tare al coperto , così quelli verso al mezzo formavano un arco assai largo, che dava comodità di transitare con le barche tutt oltre per lotto al ponte ; e fu questo modello fu presa la parte

di fare esso ponte con le strade , e botteghe sopra . L altra in- venzione fu d una porzione d arco molto ampio con duol gran piastroni massicci , 1 uno per parte, benissimo palificati per af- lodare il terreno, e sopra postovi legnami molto grossi , e incro- ciati come dicemmo altrove, e qui sopra s incominciò a fare le,, fondamenta di tutta la inasta, girate internamente a corsi, che tendessero al centro, come se egli fosse di mezzo cerchio &c. Daquesto discorso si raccoglie , che il ponte suddetto non è disegno deiVignola, del Sanlòvino , ne dello Scamozzi , del Palladio ,tanto più , che quest ultimo nel libr. 3. cap. 13. riporta un dile-guo d un ponte , che dalla descrizione , che egli ne sa , a dive-dere , esser quello di Rialto , poiché dice , eh era fatto per edi-ficarsi nel mezzo d' una città , la quale è delle più nobili d'Italia ,ed è metropoli di moli' altre città , e vi fi fanno grandissimi trajs.chi , quasi di tutte le parti del Mondo. Se il Vasari avesse detto,che il disegno del Bonarroti era d un arco solo , avrebbe levatoogni dubbio . Tuttavia il diicorso solo dello Scamozzi sembra , chelo tolga , e la tradizione universale lo conferma . 11 Sig. Gautierarchitetto ingegnere, e infpettore de ponti , e degli argini delRegno di Francia, nel suo Trattato de' ponti Ì 3 'c. stampato in Pa-rigi nel 1723. nel cap. 9. a c. 9. scrive quanto appresso in con-ferma di questa opinione comane . Nelle relazioni del Levante fatte

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