372 (Quarta Parte.
fatto , come s’è eletto, in Roma, sopra una delie porte della sala de’Re, una storia, che è boniisima, e in Bologna molte lodate pitture ;perché anch’esso è giovane,e si porta in guisa,che non sarà inferiore ai suoi maggiorijde’quali avemo in queste nostre Vite fatto menzione.Viomatnoli , (he ben I Romagnuoli anch’ esti , mossi dali’esempio de’Bolognesidtyinjero . loro vicini , hanno nelle nostre arti molte colè nobilmente ope-
rato - Perciocché, oltre a Jacopone da Faenza , il quale , come s èdetto, dipinse in Ravenna la tribuna di s. Vitale , vi fono stati, efono moiri altri dopo lui, che fono eccellenti . Maestro Luca de’Longhi Ravignano, uomo di natura buono, quieto , e studioso, hafatto nella sua patria Ravenna, e per di fuori molte tavole a olio ,e ritratti di naturale bellissimi, e fra 1’ altre sono assai leggiadredue tavolette , che gli fece fare non ha molto nella chiesa de’ mo-naci di Classi il reverendo don Antonio da Pisa allora abate di quelmonaflerio ; per non dir nulla d’ un infinito numero d’ altre opere,che ha fatto questo pittore. E per vero dire se maestro Luca fosseuscito di Ravenna , dove si è stato sempre , e sta con la sua fami-glia , estèndo assiduo , e molto diligente , e di bel giudizio , sa-rebbe riuscito rarissimo ; perché ha fatto , e sa le sue cose con pa-cienza , e studio , ed io ne posso far sede , che so, quanto egli ac-quistasse , quando dimorai due mesi in Ravenna, in praticando, eragionando delle cose dell’arte. Né tacerò, che una sua figliuolaancor piccola fanciulletta chiamata Barbera disegna molto bene , eha cominciato a colorire alcuna colà con assai buona grazia, e maniera.tanghi . t Agresti Fu concorrente un tempo di Luca , Livio Agresti da Fur-tenetrnmì. B , il quale, fatto che ebbe per 1’abate de’Grassi nella chiesa
dello Spirito santo alcune storie a fresco , ed alcun’ altre opere , sipartì di Ravenna, e andossene a Roma ; dove attendendo conmolto studio al disegno, si fece buon pratico, come si può veder’in alcune facciate , ed altri lavori a fresco , che fece in quel tem-po , e le sue prime opere , che sono in Narni, hanno assai del buo-jgrestì opero in no- no . Nella chiesa di santo Spirito di Roma ha dipinto a fresco inm» ton sua lode. una cappella istorie, e figure assai, che sono condotte con molto
studio , e fatica ; onde sono da ognuno meritamente lodate ; laquale opera su cagione , come s’ è detto , che gli fosse allogata unadelle storie minori, che fono sopra le porte nella sala de’ Re nel
palar-
li orni oa il Sammacchinì, e non maiil Fumaccini . Ma per confermareil mio credere con autorità mag-giore d’ ogni eccezione , il Malva-sia , che aveva tante , e tante no-tizie de’ pittori Bolognesi, nel cheav«a fatti tanti studj , e usate tan-te diligenze, nel riportare a c.208.
del primo tomo questo pasto delVasari , legge Sammacchinì , enon Fumaccini , come hanno tut-te 1’ edizioni, segno certo, chelo reputò errore manifesto , e neriprende il Masini, che lo adottòalla cieca.