Vita di Jacopo Sansavino. 401
legno grandi quanto il vivo, con ajuto del Sanfovino, e postialla cappella del detto Santo nella chiesa di santo Spirito . Essendoper queste cagioni conosciuto Jacopo da tutti gli artefici di Firen-ze , e tenuto giovane di bello ingegno , e ottimi costumi, su daGiuliano da Sangallo, architetto di Papa Giulio II. condotto a Ro- Condotta in Rama ,ma con grandissima fàtisfazione sua , perciocché piacendogli oltre e San -
modo le statue antiche» che sono in Belvedere» si mise a dise-f* # # ‘* * r * m * ngnarle; onde Bramante architetto anch’egli di Papa Giulio» cheallora teneva il primo luogo » e abitava in Belvedere » visto de’ di-segni di questo giovane, e di tondo rilievo uno ignudo a giace-re di terra » che egli aveva fatto » il quale teneva un vaso per uncalamajo gli piacque tanto » che lo prese a favorire, e gli ordi-nò > che dovesse ritrar di cera grande il Laocoonte » il quale fa-ceva ritrarre anco da altri » per gettarne poi uno di bronzo » cioèda Zaccheria Zachi da Volterra 1 » Alonso Berugetta Spagnuolo 2 »e al vecchio da Bologna ; i quali » quando tutti furono finiti» Bra-mante fece vederli a Rastrello Sanzio da birbi no » per sapere chi sifosse di quattro portato meglio . Là dove fu giudicato da Raffael-lo» che il Sanfovino così giovane avesse passato tutti gli altri di nd^rman^L»*gran lunga» onde poi~per consiglio di Domenico cardinal Gri- toontc,mani fu a Bramante ordinato » che si dovesse fare gettare dibronzo quel di Jacopo ; e così fatta la forma » e gettatolo dimetallo » venne benissimo . Là dove rinetto » e datola al cardi-nale » lo tenne fin » che visse non men caro » che se fosse 1' antico ;e venendo a morte » come cosa rarissima » lo lasciò alla Signoria se-renissima di Venezia» la quale avendolo tenuto molti anni nell’arma-rio della sala del consiglio de' Dieci » lo donò 3 finalmente P an-no 1534- al cardinale di Loreno » che lo condusse in Francia . Men-tre che il Sanfovino » acquistando giornalmente con li studj dell' artenome in Roma» era in molta considerazione, infermandosi Giu-liano da Sangallo , il quale lo teneva in casa in Borgo vecchio,quando partì di Roma » per venire a Firenze in ceste , e mutarearia; gli fu da Bramante trovata una camera pure in Borgo vecchionel palazzo di Domenico dalla Rovere cardinale di s. Clemente ,
T. III. E e e dove
1 Zaccheria Zachi, o Zachio ,come lo chiama il P. Orla udì, èdal Vasari poco dopo nominatoZazii, e il sig. Temanza lo appel-la Zari a c. 6. Fu amico grandedi Laccio da Montelupo , e da luiimparò molto - Di elio, e delle sueopere ho parlato nel tomo il. ac. i>!
i Del Berugetta veggasi il to-mo il. a c. 578. e più ancora il
tomo presente a c. 209. H sig. Te-manza , e altri 1’ hanno nominatoBerughetta .
z II cardinal Grimani lasciò allaRepubblica solo 16. busti antichi,e un breviario ms. in cartapeco-ra , e pieno di miniature , comedice il signor Temanza ; onde cre-de , che il Laoconte foste regalatoal cardinal di Lorena da qualche-duno di Gala Grimani .