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gtio 5 e di molta grazia nelle colè » che faceva di rilievo ; perchéconosciuto Andrea quanto nella scultura dovesse il giovane venireeccellente , non mancò con ogni accuratezza insegnargli tuttequelle cose , che potevano farlo conoscere per suo discepolo. Ecosì amandolo sommamente , ed ingegnandosi con amore, e dalgiovane essendo parimente amato , giudicarono i popoli , chedovesse non pure essere eccellente al pari del suo maeiìro , ma chelo dovesse passare di gran lunga . E fu tanto 1' amore , e benevo-lenza reciproca fra quelli quasi padre, e figliuolo , che JacopoFtrchì detto del San- non più del Tatta , ma del Sansovino cominciò in que primi an-J CV,T ‘*' ni a essere chiamato , e così è stato » e farà sempre . Cominciando
dunque Jacopo a esercitare , fu talmente ajutato dalla Natura nellecose, che egli fece , che ancora che egli non molto studio , ediligenza usstsse talvolta nell’operare , si vedeva nondimeno inqu;llo , che faceva , facilità , dolcezza , grazia , e un certo chedi leggiadro, molto grato a gli occhi degli artefici ; intanto cheogni suo schizzo , o segno , o bozza ha sempre avuto una movenza,Ajutato dalla natu* e Nerezza , che a pochi scultori suole porgere la Natura . Giovòr<t ' anco pur assai ali' uno, e ali'altro la pratica, e l'amicizia, che
nella loro fanciullezza , e poi nella gioventù ebbero insieme An-Amtco d'Andrta del j r g a del Sarto, e Jacopo Sansovino , i quali seguitando la manieraSa,rîQ ' medesima nel disegno , ebbero la medesima grazia nel fare , 1 ’ uno
nella pittura , e l’altro nella scultura; perché conferendo insiemei dubbj dell’ arte , e facendo Jacopo per Andrea modelli di figure,s’ajutavano l’un l’altro sommamente. E che ciò sia vero, ne fafede questo, che nella tavola di lan Francesco delle monache divia Pentolini è un san Giovanni Evangelista 1 2 , il quale su ritrattoda un bellissimo modello di terra , che in quei giorni il Sansovinofece a concorrenza di Laccio da Montelupo ; perché 1' arte di Porsanta Maria voleva fare una statua di braccia quattro di bronzoin una nicchia al canto di Orsanmichele, dirimpetto a’ cimato-ri , per la quale ancoraché Jacopo facesse più bello modello di ter-ra , che Laccio , fu allogata nondimeno più volentieri al Monte-lupo , per esser vecchio maestro, che al Sansovino, ancora chefosse meglio l’opera sua, sebbene era giovane; il qual modello èoggi nelle mani degli eredi di Nanni. (sughero z , che è cosa bel-lissima ; al quale Nanni essendo amico allora il Sansovino , gli fecealcuni modelli di putti grandi di terra , e d’ una figura d’unsan Niccola da Tolentino , i quali furono fatti 1’ uno , e 1’ altro di
legno
1 Questo s. Gio. Evangelista è e 539. Tuttavia nè il Baldinucci,descritto minutamente dal Bocchi ne il P. Orlando ne dicon parola .a c.347. delle Bellezze di Firenze. Nel 3. tomo delle Lettere pitto-
2 Di Nanni parla il Vasari mol- riche num. clix. clx. e CLXI.to nel secondo tomo a cart. 442, sono alcune sue lettere. ^ ^