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Tomo terzo.
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Vita di Jacopo Sarsaviro. 40-

incatenate» erano tutte aperte» e minacciavano rovina 1 » lo fecechiamare. E dopo molte accoglienze » e lunghi ragionamenti avu-ti , gli disse , che voleva » e ne lo pregava , che riparasse alla ro-vina di queste tribune ; il che promise il Sanlovino di fare , e ri-mediarvi ; e così preso a fare quest' opera , vi fece mettere ma-no 2 ; e accomodato tutte 1' armadure di dentro , e fatto travate ,a guisa di stelle , puntellò nel cavo del legno di mezzo tutti i legni» f* ^ tncu *

Che tenevano il cielo della tribuna » e con cortine di legnami le ri- et .cinse di dentro » in guisa che poi di suora » e con catene di ferrostringendole » e rinfiancandole con altri muri » e disotto facendonuovi fondamenti a’ pilastri, che le reggevano ; le fortificò » ed as-sicurò per sempre. Nel che fare fece stupire Venezia » e restaresoddisfatto ì non pure il Gatti ma e che fu più » a quel serenis-simo Senato rendè tanta chiarezza della virtù sua, che estèndo (fini-ta l’opera ) morto il protomaestro de’ signori procuratori di s. Mar- per benemeritico, che è il primo luogo , che danno quei Signori a gli ingegne-P r ‘ ,toma ft ra s a »ri » ed architetti loro , lo diedero a lui con la casa lolita , e con MArco 'provvisione assai conveniente . Laddove accettatolo il SansovinoT;///. Fff ben

1523. o poco innanzi, e una del1527. come ha sospettato il signorTemanza. Ma avendo il Sansovi-no operato in Roma , e in Firen-ze ne’ pontificati di Leon X. e diClemente VII. che su eletto il dì19. Novembre del 1523. non sicomprende , come potesse esserein Venezia, e attendervi a un la-voro di tanta importanza , e ditanta durata, come il riparar le cu-pole di s. Marco.

1 Erano circa a 80. anni, che sireggevano su' puntelli.

2 Non fu mesto mano a questareparazione se non nel 1529. ondesi rende molto verisimile, che al-la morte di Leon X. che seguì ildì l. di Dicembre 1521.il Sanso-vino , come fecero gli altri lette-rati , ed eccellenti artefici, se neandasse via di Roma , e si rifugias-se a Venezia, ma che non alloragli fosse commessa la detta ripa-razione delle cupole . Eletto poiClemente VII.nazionale del Sanso-vino , come molti altri, così tor-nasse a Roma il nostro Jacopo , evi stesse fino al Sacco di questa cit-

tà ; e allora tornato a Venezia glifosse appoggiata quella difficile , egelosa impresa.

3 Restò tanto sodisfatto, cheessendo morto mastro Buono pro-to , o architetto della Procuratìadi sopra , fu dichiarato Proto ilSansovino con provvisione di 80.scudi l’anno , e ciò fu il dì 7.d’Aprile del 1529. come apparedalla patente riportata dal signorTemanza a c. 16. Questa caricaportava seco la soprintendenza al-la chiesa ducale di san Marco ,al campanile, alla piazza, e al-le fabbriche pubbliche adiacentia detta chiesa , fuori che il pa-lazzo ducale , a tutte le badie,agli spedali, e ospizj , che sono dijuspadronato della medesima chie-sa ; il che accenna brevemente ilVasari, e oscuramente. Nell’an-no seguente a’25. di Maggio gli suaccresciuto lo stipendio fino a 120.scudi annui, e nell’ anno stesso a’20. di Novembre gli furono ag-giunti altri 60 scudi alla consuetaprovvisione de’ protomastri suoiantecessori.