Vita pi Jacopo Sarsavino. 419
quasi del tutto rinovata quella città, e imparato il vero, e buon mododi fabbricare . Ma se ella ha ricevuto da lui bellezza , e ornamento ;egli ali’ incontro è da lei stato molto beneficato . Conciossiachè, oltreali’ altre cose , egli è vivo to in essa , da che prima vi andò insino ali'età di 78. anni, fanifiimo, e gagliardo. E gli ha tanto conferito l’aria,e quel cielo, che non ne mostra in un certo modo più, che qua-ranta ; ed ha veduto , e vede d’ un suo virtuosissimo figliuolo , uo-mo di lettere, due nipoti, un maschio , e una femmina, fattissimi , ebelli con somma sua contentezza ; e che è più , vive ancora fe-licissimamente , e con tutti que' comodi» e agi, che maggiori puòavere un par suo .
Ha sempre amato gli artefici, e in particolare è stato ami-cissimo dell’ eccellente , e famoso Tiziano ; come fu anco , mentreviste, di messer Pietro Aretino. Per le quali cose ho giudicatoben fatto, se bene vive, fare di lui questa onorata memoria ; emassimamente , che oggimai è per far poco nella sessitura .
Ha avuto il Sansovino molti discepoli: in Fiorenza Niccolòdetto il Tribolo, come s’è detto 1 : ilSolosmeo daSettignano 2 ,che finì, dalle figure grandi infuori, tutta la sepoltura di marmo ,
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Trattò di venderlo al duca di Ba-viera , ma non gli essendo riusci-to , lo donò al Senato, ed ora èsull' altare delia chiesetta dietro alCollegio . Avverte giustamente ilstg. Temanza , che nell’ iscrizione ,riportata da Francesco , è una co-sa non vera , ed è , che Jacopo su-scitò in Venezia P architettura , ela scultura , che erano quasi mor-te , quando il Vasari ingenuamen-te confessa , lenza aver riguardoa toglier questo pregio a un Fio-rentino , che P architettura vi furisuscitata da Giovan Maria Fal-conetto , da fra Giocondo , e dalSimmicheli, alti quali poi succe-dette il Sansovino , come li leggea c. <80. del tom. 2. Non concedepoi al Vasari , che il Sansovino ri-suscitasse la scultura , volendo, cheAndrea Siedo Padovano, di cuiparla il Vasari nel tom. 1. a c. 341.avesse già portata quel!’arce a Ve-nezia .
Ho tralasciato alcune opere ec-cellenti sì , ma di minor fama.Avendole per altro descritte il sig.
Temanza a c. 49. ne soggiugneròancb’ io alcune . Il proposto Goraaveva il modello della testa delBacco più bello del marmo stesso.Il cavaliere Ridosso Sirigatti ave-va il modello dell’ apostolo s. Gio-vanni. Marco Mantova Giuricon-sulto un modello d’un fiume , ri-mase in Padova in cala sua . Qui-vi pure nella galleria del sig. Cao-torta sono alcuni modelli di Jaco-po , e fra gli altri una Madonnaaddolorata , da cui Filippo Parodiprese molto per la Pietà , che è ins. Giustina . Alcuni modelli anco-ra sono nel museo Moscardo inVerona. Quivi in casa Giusti è unaVenere in marmo alta tre piedi .In Venezia presso il BaronTaslìsera una resurrezione di Gesù Cri-sto , gettata in bronzo, e celebra-ta dal Boschini a c. 325.
1 Nella Vita del Tribolo to-mo il. a c. 539.
2 Del Solosmeo si è parlato neltom. il. a c. 248. e 540., e 595. enel tomo presente a c. 76.
Velleità a che pretein Veneti* ■
Allievi del San/ovi-ne .