Aliti artefici Mila-
hefi .
Già. ]ttccpo deliriciFort» fece il sepolcrodi sin Giovami .
Guglielmo in Romaoperando , è portatoavanti da Michel»-Znclo .
436 Quarta Parte.
e quello del cardinale Alessandrino. Ho veduto anco di manode’ figliuoli di Pulidoro orefice Perugino ritratti della medesimasorta bellissimi.
Ma per tornare a Milano , riveggendo io un anno sa le cosedel Gobbo scultore 1 , del quale altrove si è ragionato , non vidicola , che sofie se non ordinaria ; eccetto un Adamo , ed Eva ,una Giudit, e una santa Elena di marmo, che sono intorno alduomo, con altre statue di due morti, fatte per Lodovico dettoil Moro, e Beatrice sua moglie , le quali dovevano essere postea un sepolcro di mano di G10. Jacomo dalla Porta, scultore , earchitetto del duomo di Milano, il quale lavorò nella fila gio-vanezza molte cose sotto il detto Gobbo . E le sopraddette , chedovevano andare al detto sepolcro, sono condotte con molta»,pulitezza.
Il medesimo Gio. Jacomo 2 ha fatto molte beli’opere allaCertosa di Pavia, e particolarmente nel sepolcro del Conte diVirtù , e nella facciata della chiesa . Da costui imparò 1 ’ arte unsuo nipote , chiamato Guglielmo 3 , il quale in Milano attese conmolto studio a ritrarre le cose di Lionardo da Vinci circa 1 ' an-no lZzo. che gli fecero grandissimo giovamento. Perché andatocon Gio. Jacopo a Genova, quando Panno i5zi- fu chiamato làa fare la sepoltura di san Gio. Batista , attese al disegno con granstudio sotto Perino del Vaga ; e non lasciando perciò la scultu-ra , fece uno de i sedici piedistalli, che sono in detto sepolcro ;laonde , veduto che si portava benillimo, gli furono fatti faretutti gli altri. Dopo condusse due angeli di marmo , che sononella Compagnia di fan Giovanni. E al vescovo di Servega fecedue ritratti di marmo , e un Moisè maggiore del vivo, il qualefu posto nella chiesa di san Lorenzo - E appresso , fatta che eb-be una Cerere di marmo, che fu posta sopra la porta della casad'Anfaldo Grimaldi, fece sopra la porta della Cazzuola di quel-la città una statua di s. Caterina grande quanto il naturale ; edopo le tre Grazie con quattro putti di marmo, che furonomandati in Fiandra al gran scudiero di Carlo V- Imperatore , in-sieme con un’ altra Cerere grande quanto il vivo • Avendo Gu-glielmo in sei anni fatte qnest’opere, Panno 1537. si condussea Roma ; dove da Gio. Jacomo suo zio su molto raccomandato afra Bastiano pittore Veneziano sito amico , acciocché esso il rac-comandasse , come fece a Michelagnolo Bonarroti ; il quale Mi-chelagnolo veggendo Guglielmo fiero, e molto assiduo alle fati-che ,
1 Del Gobbo da Milano è statoparlato in questo tomo a cart. 202.
2 Di Giacomo della Porta si può
vedere la Vita presso il Baglioni
a c. 80. oltre quello , che ne hadetto sparsamente il Vasari.
z La sua Vita su scritta dal Ba-glioni a c. 151.