VITE DI DIVERSI FlAMMINCHI. 461
rono imitatori di costui, e Lancillottoè stato eccellente in farfuochi, notti , splendori , diavoli, e colè somiglianti . PieroCoec 1 ha avuto molta invenzione nelle storie, e fatto bellissimicartoni per tapezzerie , e panni d' arazzo, e buona maniera , e pra-tica nelle cose d’ architettura ; onde ha tradotto in lingua Teuto-nica l'Opere d’architettura di Sebastiano Serlio Bolognese - E Gio-vanni di Mabuse su quasi il primo, che portaste d’Italia in Fian-dra il vero modo di fare storie piene di figure ignude , e di poe-sie ; e di sua mano in Silanda è una gran tribuna nella badia diMidelborgo ; de' quali tutti si è avuto notizia da maestro Giovan-ni della Strada di Bruges* pittore, e da Giovanni Bologna de eia. Bologna Salita*Dovai J , scultore , ambi Fiamminghi, ed eccellenti, come diremo " » * gettatore et-nei trattato degli Accademici. Ora quanto a quelli della mede- -lima provincia , che sono vivi, e in pregio , il primo fra loro,per opere di pittura, e per molte carte intagliate in rame , èFrancesco Floris d’ Anversa 4, discepolo del già detto Lamberto
Lom.
e delle feste , perché ne dipinsemoltissime , fu scolare di PietroKooek d’ Aelst , e poi di Giro-lamo Koek . Girò per la Fran-cia , e per l'Italia . Questo quifu suo figlio , e detto il Brugo-lo ielle ftegberie , e Gio. il Bru-golo de' paesi , perché in questidue generi di pitture furono ec-cellenti . Il loro padre fuori nel1550. V. il Baldin. dee. 5. deliec. 4. a c. 33;. e il Sandrarta cari. 249. che descrivono laVita , e 1 opere loro .
1 Questi è quel Pietro Koekd' Alest nominato nella nota an-tecedente. Fu allievo di Bernar-do di Bruselles .Fu pittore, e ar-chitetto , e fiori nel 1550. o inquel torno . Rima so vedovo fuda un mercante condotto in Co-stantinopoli, sperando far fortuna,ma in un anno , che vi fi trat-tenne ozioso, disegnò molte ve-dute di quella gran città , che fu-rono poi intagliate in legno insette pezzi , e in essi sono mol-te cirimonie Turchesche . Nel1549. compose alcuni libri d’ ar-chitettura , geometria , e pro-
spettiva , che furono pubblicatinel 1583. Tradusse anche in Fiam-mingo , non in Tedesco, come di-ce il Vaiati , l’opera del Serlio .Morì in Anversa al servizio diCarlo V. nel 1550. V. il Baldin.dee. 4. sec. 4. a c. zio- e il San-drart a c. 233.
2 Gio. Stradano di Bruges sco-lare di Pietro Lungo nacque nel1536. e morì nel 1605. nomina-to dal Vasari sopra ac. 342.0 po-co appresso, dove se ne parlerà piùa lungo, e il Baldinucci a c. 140.dee. 2. part. 2. sec. 4.
3 Anche di Gio. Bologna hafatto più volte menzione il Vasarit.i.a 441.e t.il. a òii. e t.nl.a3i2.e il Baldin. ne scrive la Vita dee.2.part. 2. del 4. fec. a cart. 120.
4 Due furono i -Franceschi V-riendt, o Fiori;, amendue pittoririnomati , uno figliuolo, e sco-lare dell’ altro. Qui il Vasari par-la del padre nato nel 1520. e chedopo aver molto studiato sottoLamberto Suterman , o Suctvius yche così gli piacque di latinizzareil suo cognome , venne a Roma ,dove disegnò molto , e partico-lar-