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Tomo terzo.
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Quarta Parte.

Dinant > Giovacchino di Patenier di Bovines I i e Giovanni Scoorlecanonico di Utrec , il quale portò in Fiandra molti nuovi modidi pitture cavati dItalia 2 .

Oltre questi, Giovanni Bellagamba di Dovai, Diric d' Ar-lem della medesima , e Francesco Mostaeret 3 , che valse assai infare paesi a olio , fantasticherie , bizzarrie, sogni, e immaginazio-ni. Girolamo Bos di Ertoghen Bosc 4, Pietro Brueghel s di Bredàj fu-rono

sterdam , ma il Sandrart a c. 237.e il Descamps tom. 1. a c. 3<J.gli danno per patria Liegi. 11 Bal-dinucci poi dee. 4. sec. 4. a c.303. iodice nativo di Luyc città nonmolto lontana da Maflric . Il fattoè , che , avendo studiato moltoin Roma, e nel rimanente d Ita-lia, portò de'primi il buon gustoItaliano in Fiandra . Fu anchebuono architetto , e fece degli ec-cellenti allievi , che perfeziona-rono viepiù queste arti .

1 II Sandrart a c. 234. e ilDescamps tom. 1. a c. 31. fa ilPatenier nativo di Dinant nel Lie-gefe . Fu paesista tale, che Alber-to Duro ne faceva grande stima.Stava sempre per losterie a be-re , e non lavorava, se non erastretto dal bisogno. Fu ammessonel? Accademia d Anversa nel1515. Fu maestro di FrancescoMostaeret. Aveva un laido costu-me di fare in tutti i suoi paesiun villano, che sodisfacesse a bi-sogni del ventre . V. il Ealdin.dee- 2. del tee. 4, a e 222.

2 Io non mi so immaginare ,che questo Gio. Scoorle possa es-sere altri , che Gio. Schooreel,a cui s' adatta tutto quello, chequi dice il Vasari, come si puòvedere in una stesa Vita , chedi esso si trova nel tom. 1. a c.50. del Descamps, e nel Baldinuc-ci dee. 3. del fec. 4. a c. 253.fuorichè nessuno dice , che fossecanonico; dicono bensì, che vo-leva pigliar moglie, ma non la

prese ; e che essendo paesano dAdriano VI. fu da lui fatto so-printendente di Belvedere, e sifece da esso far varj quadri, eil ritratto di figura intera in pie-di ; onde non sarebbe gran fat-to , che gli avesse conferito un ca-nonicato dVtrec. Egli andò inTerra santa, e disegnò molte diquelle vedute , e d altri luoghiper dove passò. Morì nel 1560.di 65. anni.

3 Francesco Mostaret Fiam-mingo nato in Dista , ebbe un fra-tello per nome Egidio anche [essopittore , del quale Egidio si par-lerà più sotto in una nota a c.464.,la quale si vegga perché lo served* aggiunta, ma Francesco ap-parò la professione da Enrico Bless,e Egidio da Gio. Mandino . Fran-cesco dipigneva paesi . Fu ammes.so nel? Accademia de' pittori nel1555. Morì assai giovane , ma tut-tavia le sue opere nel genere suosono eccellenti . V. il Sandrartivi a c. 264.

4 Di questo Girolamo poco nedice il Sandrart a c. 231. Solamen-te riferisce, che egli fu eccellen-te in rappresentar cose orride ,e spettri, e demonj, &c. V. 1 A-becedario in Girolamo Bos , chene parla distesamente.

5 Tre furono i Brugoli così det-ti dal luogo nativo , eh è vici-no a Breda . Pietro , di cui parlail Vasari, e due suoi figliuoli Pie-tro , e Gio. Ma Pietro il vecchiodetto Frugolo delle procejponi ,

e del.