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il duca Cosimo» che di tutti questi ritratti se ne farà un indicenella tavola di questo libro , per non occupare in questo ragiona-mento troppo luogo ; nel che fare si adoperò Cristofano con moltadiligenza » e di maniera in questi ritratti , che quelli, che ha ri-cavato insino a oggi» e che fono in tre fregiature d' una guarda-roba di detto sig. Duca, come si dirà altrove de' suoi ornamen-ti » paslàno il numero di dugento ottanta » fra Pontefici , Impe-radori , Re » e altri Principi, capitani d’ eserciti, uomini di let-tere » e insomma » per alcuna cagione » illustri » e famosi 1 2 . E pervero dire abbiamo grande obbligo a questa fatica » e diligenza delDuca Cosmo , e il Giovio » e del Duca ; perciocché non solamente le stanze de’ Prin-ctovio . benemerito j • quelle di molti privati , si vanno adornando de’ ritrat-ti o d uno» o d altro di detti uomini illustri» fecondo le pa-trie » famiglie » ed affezione di ciascuno . Cristofano adunque fer-matosi in questa maniera di pitture , che è fecondo il genio suo »ovvero inclinazione , ha fatto poco altro » come quelli che deetrarre di questa onore » e utile a bastanza .
Sono ancora creati del Bronzino » Stefano Pieri e LorenzoPieri, e Sciorina, dello Sciorina 3 » che l’uno» e l’altro hanno nell’ esequie di Mi-chelagnolo» e nelle nozze di sua Altezza adoperato sì » che fonostati connumerati fra i nostri Accademici. Della medesima scuola
del
1 Questi ritratti adesso fannoil fregio a’ lunghissimi corridoridella galleria Medicea , che fonostati sempre aumentati da’ Gran-duchi posteriori fino agli ultimitempi, avendo da una parte col-locati gli uomini illustri per lelettere , e dall’ altra i famosi per1’ armi , e fono accosto 1' uno ali’alto in guisa, che si toccano . IlP. Orlandi nè pur fa menzione
di Cristofano. Vi fu un poeta_.
del medesimo nome, e del medesi-mo casato , ma un poco più anti-co , il che ha fatto , che le suepoesie fono attribuite erronea-mente al nostro pittore.
2 II Pieri Fiorentino dipinsenell' esequie del Bonarroti , enelle nozze del principe France-sco di Toscana, ma per lo più
dipingeva in ajuto d’altri pitto-ri più insigni . Cosi ajuto Gior-gio Vasari , e poi Federigo Zuc-cheri a dipingere la gran cupola
del duomo di Firenze . Venneindi a Roma al servizio del car-dinale Alestandro de' Medici, chefu poscia Leone XI. e dipinse ins. Prassede, in s. Maria in Via,e in s. Gio. de’ Fiorentini. Tor-nò poi alla patria, dove morì d’87. anni. Fu tuttavia mediocrepittore . V. il Paglioni a c. 89.e il Baldin. dee. 1. part. z. delfec. 4. a c. 171.
z Di Lorenzo dello Sciorinaparla il Baldinucci nello stessoluogo . Disegnava bene , ma niu-no altro pregio singolare si tro-vava nelle fpe pitture . Nel chio-stro grande di s. M. Novella diFirenze dipinse un combattimen-to, in cui è stata troncata la manosinistra a uno , e caduta in terra .Ma il pittore , badando a disegnarbene questa mano troncata, nonosservò qual mano fosse , e dipin-se la destra .