Accademici del dijegwo. 48 j
che non è meno del detto Andrea, nè di qualsivoglia altro de*giovani scultori Accademici, di beli’ ingegno , e giudizio.
Vincenzio de’ Rolli 1 da Fiesole , scultore anch’ egli, architet- vìncntAo de'Rofs, i»to j e Accademico Fiorentino, e degno, che in questo luogo si fissole scultore .faccia di lui alcuna memoria , oltre quello , che se n’ è detto nellaVita di Laccio Bandinelli , di cui su discepolo . Poi dunque chesi fu partito da lui, diede gran saggio di se in Roma, ancorchéfosse assai giovane, nella statua, che fece nella Rifonda d’ un_,s. Giuseppo con Cristo fanciullo di dieci anni, ambidue figure fat-te con buona pratica, e bella maniera . Fece poi nella chiesa disanta Maria della Pace due sepolture con i simulacri di coloro »che vi sono dentro , sopra le caste; e di fuori nella facciata alcu-ni profeti di marmo di mezzo rilievo, e grandi quanto il vivo*che gli acquistarono nome di eccellente scultore ; onde gli su poiallogata dal popolo Romano la statua, che fece di papa Paolo IV.,che su posta in Campidoglio, la quale condusse ottimamente. Maebbe queir opera poca vita ; perciocché, morto quel Papa , su ro-vinata , e gettata per terra dalla plebaccia , che oggi quegli stelliperseguita fieramente, che jeri aveva posti in cielo. Fece Vin-cenzio dopo la detta figura , in uno stesso marmo, due statue , po-co maggiori del vivo , cioè un Teseo re d’Atene , che ha rapitoElena, e le la tiene in braccio in atto di conolcerla , con una tata a Fiorenx.it .troja sotto i piedi ; delle quali figure non è possibile farne altrecon più diligenza, studio, fatica, e grazia. Perché andando ilduca Cosimo de’ Medici a Roma , e andando a vedere non menole cose moderne, degne d’esser vedute , che l’antiche, vide , mo-strandogliene Vincenzio, le dette statue, e le lodò sommamente ,come meritavano ; onde Vincenzio, che è gentile , gliele donò cor-tesemente , e insieme gli osterie in quello , che potesse l’opera sua .
Ma stia Eccellenza avendole condotte indi a non molto a Firenze nelsiio palazzo de’ Pitti, glie 1 ’ ha pagate buon pregio ; ed avendo se-co menato e sto Vincenzio, gli diede non molto dopo a fare dimarmo, in figure maggiori del vivo, e tutte tonde, le fatiched’Ercole, nelle quali va spendendo il tempo , e già n’ ha condotte Stafue e ^ g „a fine , quando egli uccide Cacco , e quando combatte con il Cen- j- enîa „l f tr u #tauro 2 , la quale tutta opera , come è di soggetto altissima, e fa- Ercole .
T.IIL Q_q q ticola,
1 Poco , o nulla dice il Va- piti , ora sono collocati nel sa-fari di questo Rossi nella Vita Ione del palazzo vecchio , e so-de! Bandinelli, ma molto ne par- no i seguenti, numerati nelle Bel-la il Borghini nel Riposo a c. 595. lezze di Firenze dal Lineili a c.89.
2 Questi gruppi, ed altri , che cioè, Ercole che ammazza Cac-esprimono le forze d’ Ercole , co . Ercole, quando stringe An-che qui non nomina il Vasari , teo . Quando uccide il Centau-perchè non erano per anco scoi- ro . Quando getta Diomede a’
suoi