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Tomo terzo.
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492 Q_u a r t a Parte.

giovanetto, ali* orefice, e fece in quella professione cose da noncredere; e poi datosi a fare di getto , gli bastò l’animo» diven-ti anni» gettare di bronzo la statua di papa Giulio III-» alta quat-tro braccia » che ledendo dà la benedizione ; la quale statua » cheè ragionevolissima , è oggi in su la piazza di Perugia. Venutopoi a Fiorenza al servizio del signor duca Cosimo , fece un model-lo di cera bellissimo, maggior del vivo » d’ un Ercole, che sastoppiate Anteo » per farne una figura di bronzo , da dover’ esse-re posta sopra la fonte principale del giardino di Castello , villadel detto signor Duca. Ma fatta la forma addosso al detto modello »nel voler gettarla di bronzo non venne fatta» ancorché due volte firimettesse» o per la mala fortuna» o perché il metallo fusse abbruciato,o altra cagione . Voltossi dunque » per non sottoporre le fatiche al vo-lere della fortuna , a lavorare di marmo, e condusse in poco temposu* statua 0- d’ un pezzo solo di marmo due figure » cioèl’Onore» che ha sottonort • 1’ Inganno » con tanta diligenza , che parve non avesse mai fatto al-

tro » che maneggiare gli scarpelli » ed il mazzuolo ; onde alla testadi quell’Onore » che è bella » fece i capelli ricci tanto ben tra-forati , che pajono naturali » e proprj » mostrando oltre ciò di be-nissimo intendere gì’ ignudi ; la quale statua è oggi nel cortile del-ire stu epe re . la casa del fig. Sforza Almeni, nella via de’ Servi. A Fiesole » per

lo medesimo fig. Sforza » fece molti ornamenti in un suo giardi-no » e intorno a certe fontane. Dopo condusse al sig. Duca alcu-ni bassirilievi di marmo» e di bronzo, che furono tenuti bel-lissimi » per essere egli, in questa maniera di sculture , peravven-tura non inferiore a qualunque altro. Apprestò gettò » pur di bron-zo» la grata della nuova cappella fatta in palazzo nelle stanzenuove , dipinte da Giorgio Vasari, e con essa un quadro di moltefigure di bassorilievo , che serra un armario , dove stanno scrit-ture d’importanza del Duca : e un altro quadro alto un braccioe mezzo» e largo due e mezzo» dentrovi Moisè , che per gua-rire il popolo Ebreo dal morso delle serpi, ne pone una sopra illegno ; le quali tutte cose sono appresso detto Signore ; d’ordinedel quale fece la porta della sagrestia della pieve di Prato, e so-pra essa una cassa di marmo con una nostra Donna alta tre brac-cia e mezzo, col figliuolo ignudo appressò, e due pattini, chemettono in mezzo la testa, di bassorilievo, di messer Carlo de’Medici, figliuolo naturale di Cosimo vecchio , e già Proposto diPrato ; le cui ossa » dopo estere state lungo tempo in un depositodi mattoni, ha fatto porre il duca Cosimo in detta cassa » e ono-ratolo di quel sepolcro. Ben’ è vero, che la detta Madonna , e ilbassorilievo di detta testa, che è bellissima» avendo .cattivo lu-me» non mostrano a gran pezzo quel che sono - Il medesimo Vin-cenzio ha poi fatto, per ornarne la fabbrica de’ magistrati, alla

zecca