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Tomo terzo.
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493
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Accademici del disegno. 493

zecca, nella testata sopra la loggia , che è sai fiume d’ Arno, uu’ar me del Duca, mesta in mezzo da due figure nude , maggiori delvivo , l’una fatta per 1’ Equità, e l'altra per lo Rigore ; e d' orain ora aspetta il marmo per fare la statua d’ esso signor Duca,maggiore assai del vivo, di cui ha fatto un modello, la quale vaposta a sedere 1 2 sopra detta arme per compimento di quell’ ope-ra , la quale si doverà murare di corto, insieme col resto della fac-ciata , che tuttavia ordina il Vasari, che è architetto di quella fab-brica . Ha anco fra mano, e condotta a benissimo termine una Ma-donna di marmo, maggiore del vivo, ritta, e col figliuolo Gesùdi tre mesi in braccio, che farà colà bellissima ; le quali opere la-vora, insieme con altre, nel monastero de gli Angioli di Firenze,dove si sta quietamente in compagnia di que' monaci suoi amicissi-mi nelle stanze , che già quivi tenne messer Benedetto Varchi, dicui sa esso Vincenzio un ritratto di bassorilievo, che farà bellissi-mo . Ha Vincenzio un suo fratello nell’ Ordine de’frati Predicatori,chiamato frate Ignazio Danti z , qual è nelle cose di cosmografia ec-cellentissimo , e di raro ingegno, e tanto » che il duca Cosimo de’Medici gli sa condurre un’opera 5 che di quella professione non èstato mai per tempo nessuno sarta nè la maggiore, nè la più per-fetta , e questo è , che sua Eccellenza , con l’ordine del Vasari,sul secondo piano delle stanze del suo palazzo ducale , ha di nuovomurato apposta , e aggiunto alla guardaroba una sàia a stài grande ,e intorno a quella ha accomodato armari , alti braccia sette,

con

1 Questa statua fatta in piedi,e non a sedere , e collocata alluo luogo , sarebbe stata tanto be-ne , e avrebbe fatta tanto bellaarmonia con 1 ' altre due dell' E-quità, e del Rigore , che sono cos-che , quanta poca n’ avrebbe fat-ta , se fosse stata a ledere; e ineffetto ora è in piedi , ed è diGio. Bologna , essendo stata leva-ta quella del Danti . V. il Ri-poso del Borghi ni , e le note ac. 424. e segg. e il Bocchi a c.pj.delle Bellezze di Firenze.

2 Questo fra Ignazio dipinsenella gran galleria Vaticana le car-te geografiche , che rappresenta-no tutte le parti d'Italia , comesi legge a c. 134. della Descrizio-ne del Palazzo Vaticano , che vasotto nome d’ Agostino Taja .Quivi si troveranno molte noti-

zie spettanti a questo dotto Padre.Egli fu , che fece conoscere a Gre-gorio XIII. il cavalier GiuseppeCesari d’ Arpino ancor giovinet-to , e gli fece assegnare da quelPapa un sufficiente sostentamen-to . Nell’anno poi 1583. ( ben-ché nel Paglioni, che a c. 56. scri-ve la sua Vita , si legga 1683. ) fueletto vescovo d’ Alatisi, e sottoil pontificato di Sisto V. mancòdi vita. Il detto Paglioni dice,che ebbe due fratelli , Vincen-zio scultore , e Girolamo pitto-re . Poi nel decorso della mede-sima Vita narra, che nel dipin-gere la galleria Vaticana, si feceajutare da Antonio suo fratello,che morì giovane , sicché ebbetre fratelli , se non è scambiatoil nome del fecondo.

Madonna più gran-de dei vivo .

Tra Ignazio Danticosmografo .

Sala per le cose ra-re del dina Cosimo .