Vita di Giorgio Vasari. 517
pra gli ar mari di noce fatti con mio disegno , e architettura , nellasagrestia di s. Giovanni Carbonaro} convento de’srati Eremitani os-servanti di santo Agostino ; ai quali poco innanzi aveva dipintain una cappella suor della chiesa in tavola un Cristo crocifisso , conricco} e vario ornamento di stucco 5 a richiesta del Seripando lorGenerale , che fu poi cardinale . Parimente a mezzo le scale di det-to convento feci a fresco s. Giovanni Evangelista 5 che sta mirandola nostra Donna vestita di Sole , con i piedi sopra la Luna , e co-ronata di dodici stelle. Nella medesima città dipinsi a messer Tom-maso Cambi } mercante Fiorentino ) e mio amicissimo , nella salad' una sua casa > in quattro facciate, i Tempi, e le Stagioni dell' an-no , il Sogno » il Sonno sopra un terrazzo , dove feci una fontana, stagioni e sonno ejjî-Al duca di Gravina dipinsi in una tavola » che egli condusse al suo •
Stato , i Magi, che adorano Cristo : e ad Orsanca segretario delviceré feci un’ altra tavola con cinque figure intorno a un croci-fisso , e molti quadri.
Ma con tutto, che io sussi assai ben visto da que’ Signori, gua-dagnassi assai, e l’opere ogni giorno moltiplicassero ; giudicai, poiche i miei uomini s’erano partiti, che fosse ben fatto , avendo inun anno lavorato in quella città opere abbastanza , di' io me ne tor-nassi a Roma . E così fatto , la prima opera , eh' io facessi , fu al si-gnor Ramicelo Farnese , allora arcivescovo di Napoli , in tela quat-tro portegli grandissimi a olio per l’organo del pifeopio di Na-poli , dentrovi dalla parte dinanzi cinque Santi patroni di quellacittà , e dentro la natività di Gesù Cristo con i pastori, e Davidre, che canta in fui suo salterio: Dominus dixit ad me e cosìi sopraddetti 24. quadri , e alcuni di M. Tommaso Cambi, che tuttifurono mandati a Napoli. E ciò fatto, dipinsi cinque quadri a Raf-faello Acciajuoli, che gli portò in Ispagna , della passione di Cri- Quadri che andaron»sto . L’ anno medesimo, avendo animo il cardinale Farnese di far m Spagna.dipignere la sala della Cancelleria , nel palazzo di san Giorgio ;monsignor Giovio , desiderando che ciò si facesse per le mie mani,mi fece fare molti disegni di varie invenzioni, che poi non furo-no messi in opera . Nondimeno si risolvè finalmente il cardinale ,eh’ella si facesse in fresco , e con maggior prestezza, che suste pos-sibile, per servirsene a certo suo tempo determinato • 'E la detrasala lunga poco più di palmi cento, larga cinquanta, e alta al-trettanto . In ciascuna testa adunque, larga palmi cinquanta , si fece opere fatte in Con-una storia grande , e in una delle facciate lunghe due: nell’ altra “U*ria .per essere impedita delle finestre non si potè far istorie , e però vifi fece un sbattimento simile alla facciata in testa , che è dirim-petto ; e per non far basamento , come insino a quel tempo s’erausato dagli artefici in tutte le storie, alto da terra nove palmi al-meno , feci, per variare, e far cosa nuova , nascere leale da ter-ra ,