Rilevo caprìccio neldipingere In B. V,
Pensiero del Brunel -lesto, che in o?ni cap-pel.n s t facesse un>istoria .
Istori» dì tJSìgi(mon-do giudiziosamentedipinta .
526 Q_u arta Parte.
una figliuola di Francesco Bacci nobile cittadino Aretino. Torna-to a Fiorenza feci un gran quadro di nostra Donna fecondo unmio nuovo capriccio , e con più figure , il quale ebbe messer B in-do Altoviti 1 j che perciò mi donò cento feudi d’ oro , e lo con-dusse a Roma» dove è oggi nelle sue case . Feci oltre ciò nel me-desimo tempo molti altri quadri, come a messer Bernardetto de’Medici, a messer Bartolommeo Strada fisico eccellente, ei altrimiei amici, che non accade ragionarne . Di que’giorni, essendomorto Gifmondo Martelli in Fiorenza, e avendo lasciato pertestamento, che in s Lorenzo alla cappella di quella nobile fa-miglia si facesse una tavola con la nostra Donna , e alcuni Santi ;Luigi, e Paniolfo Martelli, insieme con messer Cosimo Barto-li, miei amicissimi, mi ricercarono, che io sacelli la detta tavo-la. E avutone licenza dal signor duca Cosimo patrone, e primooperaio di quella chiesa, fui contento di farla, ma con facoltà dipotervi fare a mio capriccio alcuna cosa di 8. Gifmondo , alluden-do al nome di detto testatore ; la quale convenzione fatta, miricordai avere inteso, che Filippo di fer Brunellelco , architetto diquella chiesa , aveva data quella forma a tutte le cappelle , accioc-ché in ciascuna suste fatta, non una piccola tavola , ma alcuna sto-ria, o pittura grande, che empiesse tutto quel vano. Perchédisposto a volere in questa parte seguire la volontà , e Bordine delBrunelleseo , più guardando ali’ onore , che al picciol guadagno »che di queir opera , destinata a far una tavola piccola j e con po-che figure, potea trarre ; feci in una tavola larga braccia dieci, ealta tredici, la storia, ovvero martirio di s. Gifinondo re , cioè quan-do egli, la moglie , e due figliuoli furono gettati in un pozzo daun altro re, ovvero tiranno: e feci, che l’ornamento di quellacappella, il quale è mezzo tondo, mi serviste per vano della por-ta*d’ un gran palazzo rustico , per la quale si avesse la vedutadel cortile quadro, sostenuto da pilastri e colonne Doriche : e finsi ,che per lo straforo di quella si vedesse nel mezzo un pozzo a ottofacce con salita intorno di gradi ; per gli quali salendo i ministri,portassimo a gettare detti due figliuoli nudi nel pozzo . E intor-no nelle logge dipinsi popoli, che stanno da una parte a vede-re quell’orrendo spettacolo : e nejl’altra, che è la sinistra, feci al-cuni masnadieri, i quali avendo presa con fierezza la moglie delre, la portano verso il pozzo per farla morire. E in sulla portaprincipale feci un gruppo di soldati, che legano s. Gifmondo ; ilquale con attitudine relassata , e paziente mostra patir ben volen-tieri quella morte, e martirio : e sta mirando in aria quattro An-geli ,
1 Questi tanti quadri nominati di Roma , nè in quello di F;ren-dal Vasari fatti per Lindo Alto- ze , che posseggono &ii eredi diviti non son più nè nel palazzo detto Lindo.