Vita di Giorgio Vasari. 527
geli, che gli mostrano le palme, e corone del martirio suo, del-la moglie , e de’ figliuoli ; la qual cosa pare , che tutto il riconforti,e consoli. Mi sforzai similmente di mostrare la crudeltà » e fierez- Eftrtjfiv» delmartì*za dell’empio tiranno» che sta in sul pian del cortile di sopra r>a ’a vedere quella sua vendetta > e la morte di s. Gismondo. Insem-ina , quanto in me fu , feci ogni opera, che in tutte le figure.»fossero , più che si può» i proprj affètti, e convenienti attitudini, efierezze , e tutto quello che si richiedeva ; il che quanto mi riusciste »lascerò ad altri farne giudizio. Dirò bene» che io vi misi» quan-to potei, e seppi di studio » fatica , e diligenza 1 . Intanto de-siderando il signor duca Cosimo » che il libro delle Vite » già con- vite de' Pittori siam-dotto quasi al fine con quella maggior diligenza» che a me era ^r-rr-no»».fiato possibile , e con l’ajuto d'alcuni miei amici » si desse fuori »e alle stampe; lo diedi a Lorenzo sorrentino impresser Ducale»e così su cominciato a stamparsi. Ma non erano anche finite leTeoriche » quando, essendo morto papa Paolo III. cominciai adubitare d’ avermi a partire di Fiorenza » prima che detto librofosse finito di stampare. Perciocché andando io suor di Fioren.za ad incontrare il cardinal di Monte » che passava per anda-re al conclave , non gli ebbi sì tosto fatto reverenza » e alquantoragionato > che mi disse : Io vo a Roma » e al sicuro sarò Pa-pa . Spedisciti » se hai che fare » e subito » avuto la nuova » vieti-tene a Roma senza aspettare altri avvisi » o d’essere chiamato.
Né su vano cotal pronostico» peròcchè essendo quel carnovale in Giulio ni. pronojtic%Arezzo » e dandosi ordine a certe feste > e mascherate , venne mio- il suo Pontificato .va » che il detto cardinale era diventato Giulio III. Perché monta-to subito a cavallo venni a Fiorenza » donde » sollecitato dal Duca »andai a Roma per esservi alla coronazione di detto nuovo Ponte-fice, e al fare dell’ apparato. E così giunto in Roma» e scaval-cato a case messer Lindo » andai a far reverenza » e baciare il pièa sua Santità . Il che fatto » le prime parole » che mi disse » furonoil ricordarmi» che quello» che mi aveva di se pronosticato» nonera stato vano. Poi dunque che fu coronato » e quietato alquanto»la prima cose » che volle» che si facesse » si fu sodisfare a un obbligo >che aveva alla memoria di messer Antonio vecchio» e primo car-dinal di Monte» d’ una sepoltura da farsi a s. Piero a Molitorio ; * Àtu a f Pledella quale setti i modelli» e disegni» fu condotta di marmo» co-me in altro luogo s’è detto pienamente 2 » e intanto io feci la ta- p» .vola di quella cappella » dove dipinsi la conversione di s. Paolo ; ma
. per
1 Da questa tavola andò via nato il pensiero del Brunellefco ,a poco a poco il colore , e ri- eh’ era bellissimo >male scoperta la tela, onde fu 2 Vedi in questo tomo a c. 269.levata , e fattovi un giusto altare nella Vita del Bonarroti.fecondo il comune, e fu abbando-