Vita di Giorgio Vasari. *37
contro alla natura mia di farne una testa di Gesù Cristo, cavata j. s - mdalle parole, che Lentulo scrive della effigie sua, che l’una, e giure fatta et» sta-l’altra fu fatta con diligenza : e parimente un’ altrà alquanto mag- <*«.giore , ma simile alla detta, al signor Mandragone, primo oggi ap-presso a don Francesco de’ Medici principe di Fiorenza , e Siena ,la quale donai a sua signoria per esser egli molto affezionato alle vir-tù , e nostre arti , a cagione che e’ possa ricordarsi , quando la vede,che io lo amo , e gli sono amico . Ho ancora fra mano, che sperofinirlo presto, un gran quadro, cosa capriciosiffima , che deve ser-vire per il signore Antonio Montalvo , signore della Sassetta , de-gnamente primo cameriere, e più intrinseco al Duca nostro, etanto a me amicissimo, e dolce domestico amico, per non dir supe-riore ; che se la mano mi servirà alla voglia, eh’ io tengo di lasciar-gli di mia mano un pegno della affezione, che io gli portò , si co-noscerà , quanto io lo onori, e abbia caro, chela memoria di sìonorato , e fedel Signore amato da me, viva ne’ posteri, poichéegli volentieri si affatica , e favorisce tutti i begli ingegni di que-sto mestiero, o che si dilettino del disegno. Al signor principe don Tavole fatte teFrancesco ho fatto ultimamente due quadri, che ha mandati a To- mandare in Spagna.ledo in Ispagna a una sorella della signora duchessa Leonora suamadre , e per se un quadretto piccolo a uso di minio , con quaran-ta figure fra grandi, e piccole , secondo una sua bellissima inven-zione . A Filippo Salviati ho finita , non ha molto , una tavola ,che va a Prato nelle suore di san Vincenzio , dove in alto è la no-stra Donna coronata, come allora giunta in Cielo, e a bastò gliApostoli intorno al sepolcro. Ai monaci neri della badia di Fio-renza dipingo similmente una tavola, che è vicina al fine , d’ unaassunzione di nostra Donna 1 , egli Apoostoli in figure maggioridel vivo , con altre figure dalle bande , e storie , e ornamenti in-torno , in nuovo modo accomodati. E perché il signor Duca, ve-ramente in tutte le cose eccellentissimo , si compiace non solo nell’edificazioni de’ palazzi, città , fortezze, porti, logge , piazze ,giardini, fontane , villaggi, e altre cose somiglianti , belle ma-gnifiche , e utilissime , a comodo de’ suoi popoli ; ma anco somma-mente in far di nuovo , e ridurre a miglior forma , e più bellezza ,come cattolico principe , i tempi, e le sante chiese di Dio, a imi- . . , - ,
tazione del gran re Salomone ; ultimamente mi ha fatto levare il Jtavà il gran Dueâtramezzo della chiese di senta Maria Novella, che le toglieva Cesimi.tutta la sua bellezza , e fatto un nuovo coro , e ricchissimo dietrol’altar maggiore , per levar quello, che occupava nel mezzo granparte di quella chiesa; il che sa parere quella una nuova chiesabellissima, come è veramente* E perché le cose, che non hannofra loro ordine , e proporzione , non possono eziandio essere bel-T. III. Y y y le in-
1 Serve quella Assunta come per tenda d’un organo finto . ^