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Tomo terzo.
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L’ A U T O R E

A GLI ARTEFICI

DEL DISEGNO.

Norati, e nobili artefici, a prò , e comodo de’quali principalmente io a così lunga fatica» la.seconda volta, mestò mi sono; io mi veggio , colfavore , e ajuto della divina grazia, avere quellocompiutamente fornito, che io nel principio del-la presente mia fatica promisi di fare . Per laqual cola Iddio primieramente , e appresso i miei Signori ringra-’Ringrtn.in Dìo, edi riandò , che mi hanno , onde io abbia ciò potuto fare comodamen-padroni dell • ox.io a- te , conceduto , è dà dare alla penna , e alla mente faticata ripo-vtueperscrivere, ^ c h e farò , tosto che avrò detto alcune cose brevemente. Seadunque paresse ad alcuno , che talvolta in scrivendo sussi statoanzi lunghetto , e alquanto prolisso ; Pavere io voluto, più che misia stato possibile , essere chiaro, e davanti altrui mettere le co-se in guisa, che quello, che non s’è inteso, o io non ho saputoSi scusa del modo te* dire così alla prima, sia per ogni modo manifesto: e se quello ,che una volta si è detto, è talora stato in altro luogo replicato ,di ciò due sotto statele cagioni: Pavere così richiesto la ma-teria , di cui si tratta , e Pavere io nel tempo, che ho rifatta , esi è P opera ristampata, interrotto più d’ una fiata per ifpazio nondico di giorni, ma di mesi, lo scrivere o per viaggi, o per so-prabbondanti fatiche, opere di pitture, disegni , e fabbriche ; sen-za che a un par mio ( il confesso liberamente ) è quasi impossibileguardarsi da tutti gli errori. A coloro, a i quali paresse, cheio avessi alcuni o vecchi, o moderni troppo lodato ; e che fa-cendo comparazione da essi vecchi a quelli di questa età, se neridessero; non so,che altro mi rispondere , se non che intendoavere sempre lodato , non semplicemente , ma come s' usa dire ,secondo che ; e avuto rispetto a i luoghi, tempi, ed altre forni-. glianti circostanze. E nel vero , come che Giotto suste , poniamsevere'secondoTavâ* caso » ne ’ suoi tem P i lodatissimo, non so quello , che di lui, erietk de' tempi . d'altri antichi si fosse detto, se fosse stato al tempo del Bonar-ruoto. Oltre che gli uomini di questo secolo, il quale è nel col-mo della perfezione, non sarebbono nel grado , che sono , se_>quelli non fossero prima stati tali, e quel che furono innanzi anoi ; ed insomma credasi , che quello , che ho fatto in lodare , obiasimare , non P ho fatto malignamente, ma solo per dire il ve-ro , o quello che ho creduto, che vero sia. Ma non si può sem-pre avere in mano la bilancia dell' orefice , e chi ha provato ,

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