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Tomo terzo.
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Z46 Apparato per le nozze

pinta gli stava , molto a bianchissimo marmo , siccome tutte I' al-tre opere, che in questi ornamenti furono , simigliante , ancoragliquasi condotto seco ad accompagnar la sua Fiorenza , parte di que-gli uomini della invittissima legion Marzia , tanto al primo , eal fecondo Celare accetta, primi di lei fondatori, e parte di quel-li 5 che di lei poi nati j avevano la sua disciplina gloriosamente se-guitato- E di questi molti del suo tempio (benché oggi per laTewpiadiS.de: l'eligion cristiana a fan Giovanni dedicato sia ) si vedevano tutti

lieti uscire ; avendo nelle più lontane parti collocato quelli , chesol per valor di corpo pareva » che nome avuto avessero - Nella-,parte di mezzo gli altri poi, che col consiglio , e con l’industria,come commissari ,* o provveditori ( alla Veneziana chiamandogli )erano stati famosi; e nella parte dinanzi, e più a gli occhi vici-na , come di tutti più degni, ne’più degni luqgni avendo i ca-pitani de gli eserciti posti: e quelli, che col valor del corpo , edell’animo insieme avevano chiaro grido, e fama immoitaleac-quistatosi ; fra’ quali il primo , e il più degno sorse si scorgeva ,come molt’ altri a cavallo, il glorioso signor Giovanni de* Medi-ci dal natural ritrattoj padre dignissimo del gran Cosimo» chenoi onoriamo per ottimo » e valorosissimo Duca» maestro singola-ci F trentini rì- dell’Italiana militar disciplina» e con lui Filippo Spano » ter-t r fot ti al naturale. rore della Turchefca barbarie» e messer Farinata de gli Liberti»magnanimo conservatore della sua patria Fiore ìza - Evavi anco-ra messer Buonaguisà della Pressa» quegli» che capo della fortissi-ma gioventù Fiorentina» meritando a Damiata la prima » e glo-riosa corona murale» s’acquistò tanto nome » e 1’ammiraglio Fe-derigo Fiochi cavalier di Rodi » che co’ duoi figliuoli, ed ottonipoti suoi fece contro a’Saracini tante prodezze Eravi messerNanni Strozzi» M. Manno Donati, e Meo Altoviti, e Bernar-do LIbaldi ni detto della Carda » padre di Federigo duca d Cibi-no , capitano eccellentissimo de' tempi nostri. Eravi ancora il grancontestabile messer Niccola Acciaioli» quegli, che si può dire ,che conservasse alla regina Giovanna, e al re Luigi suoi signori ,il travagliato regno di Napoli, e che ivi , e in Sicilia s’adoperòsempre con tanta fedeltà , evalore. Eravi un altro Giovanni de’Medici, e Giovanni Bifdomini, illustri molto nelle guerre co’Visconti : e lo sfortunato , ma valoroso Francesco Ferrucci : ede’più antichi v’era messer Forese Adimari, M- Corso Donati,M- Vieri de’ Cerchi, M- Bindaccio da Ricasoli, e M. Luca daPanzano. Fra i commissari poi» non meno pur dal naturale ri-vietro Capponi , che tratti, vi si scorgeva Gino Capponi con Neri suo figliuolo , es'oppose a CarloVUi. CO n Piero suo pronipote, quegli, che tanto animosamente strac-ciando gl’ insolenti capitoli di Carlo Vili. re di Francia» fececon suo immortale onore, come ben disse quel!’ arguto poeta :

nobil-