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Tomo terzo.
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DEL PRINCIPE DON FRANCESCO.

nobilmente sentire

La voce d’ un Cappon fra tanti Galli .

Eravi Bernardc tto de’ Medici, Luca di Maso de gli Albizi , Tom-maso di messer Guido, detti oggi del Palagio, Piero Vettori,nelle guerre con gli Aragonesi notissimo; e il tanto, e merita-mente celebrato Antonio Giacomini, con messer Antonio Ri-dolfi 5 e con molt’ altri di questo » e de gli altri ordini , che lun-go sarebbe ; e i quali tutti pareva , che lietissimi si mostrasserod’avere a tanta altezza la lor patria condotta» augurandole » perla venuta della novella Signora» accrescimento > felicità» e gran-dezza» il che ottimamente dichiaravano i quattro versi, che nelEarchitrave di sopra si vedevano scritti :

Hauc peperere suo putriam qui sanguine noli?

Aspice magnanimot Heroas : ntinc fi? ovanteî ,

Et Leti incedunt » felicem terque quaterque »

Certatimque vocent , tali sub Principe » Fioran i.

Epitaffio della porta.

Nè minore allegrezza si scorgeva nella statua bellissima d’ unadelle nove Muse » che dirimpetto» e per componimento di quel-la di Marte posta era : e non minore nelle figure de gli uominiscienziati» che nella tela sotto i suoi piedi dipinta della mede-sima grandezza » e per componimento similmente dell' oppostalede’Marziali > si vedeva; perla quale si volle mostrare» che sic-come gli uomini militari» così i letterati, di cui eli’ebbe sem-pre gran copia , e di non punto minor grido ( poiché per con-cessione di ciascuno le lettere ivi a risorgere incominciarono ) era-no da Fiorenza sotto la Musa lor guidatrice stati ancora essi con-dotti ad onorare , e ricevere la nobile Sposa ; la qual Musa condonnesco» onesto, e gentil’abito» e con un libro nella destra,e un flauto nella sinistra mano pareva, che con un certo affèttoamorevole voleste invitare i riguardanti ad applicare gli animi allavera virtù ; e sotto la costei tela ( pur scmpre , come tutte 1’ al-tre , di chiaro, e scuro) si vedeva dipinto un grande» e riccotempio di Minerva ; la cui statua coronata di bianca oliva» e con statua di Pallade.lo scudo C come è costume ) del Gorgone » suor d’ e sto posta era ;innanzi al quale, e da i lati, entro ad un recinto di balaustri »fatto quasi per pasteggiare, si vedeva una grande schiera di gra-vissimi uomini, i quali (benché tutti lieti, e festanti) ritene-vano nondimeno nella sembianza un certo che di venerabile-» -Erano questi ancor’essi al natural ritratti : nella teologia, e persantità il chiarissimo frate Antonio arcivescovo di Fiorenza , a cui s. Antonia arcive-un angeletto sorbiva la vescovil mirria ; e con lui si vedeva il scovo.prima frate, e poi cardinale Giovanni Domenici, e con loro don Teo y S i , jn 0 f o j;, eAmbrogio generale di Camaldoli, e messer Ruberto de’Bardi, matematici .

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