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Tomo terzo.
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del Principe don Francesco. 591eia, e come quelli di bronzo pur finti ; nell’ uno si vedevan lefortificazioni di molti luoghi dal prudentissimo Duca con molta 'accortezza fatte : e nell' altro la cura , e diligenza sita mirabile inprocurare la comune pace d’Italia ( siccome in molte delle siteazioni s’è visto ) ma massimamente allora , che per sua opera s’e-stinse il terribile , e tanto pericoloso incendio, non però con mol-ta prudenza da chi doveva più procurare il ben pubblico del popo-lo cristiano, eccitato , il che era espresse con diversi Feciali, edAre , e con altri simili istrumenti di pace , e con le parole so-lite nelle medaglie sopra essi dicenti: Pax Augusta. Ma sopra que-sti » e sopra le due descritte statue delle nicchie simili alle dettedall’ altra parte , si vedeva dalla banda destra la Facilità, e dal-la sinistra la Temperanza » o Lenità , che la vogliamo chiamare»significando per quella prima una esteriore cortesia, e affabilitànel volere ascoltare, e intendere, e rispondere benignamente aciascuno , il che tiene meravigliosamente i popoli sodisfatti : e per1’ altra quella temperata, e benigna natura, che nella conversa-zione con gl’intrinsechi , e domestichi rende il Principe amabile »ed amorevole , e con i sudditi facile, e grazioso. Nel fregio poicorrispondente a quello della parte dinanzi, e come quello in trequadri diviso , si vedeva similmente in quel del mezzo, e come co-sa importantissima , la conclusione del felicissimo matrimonio con-tratto con tanta sodisfazione » e a benefizio de’ fortunati popolisuoi, e per riposo , e quiete di ciascuno, fra questo illustrissimoPrincipe» e questa serenissima regina Giovanna d’Austria» conil motto dicente : Fausto cttm sulere. Siccome nell’altro da man Suendestra si vedeva P amorevolissimo Duca» preso per mano con l’ec-cellentissima duchesse Leonora sua consorte » donna di virile » edammirabile virtù » e prudenza » e con cui » mentre ella visse» su ditale amor congiunto » che ben potette chiamarsi chiarissimo spec-chio di maritai sede . Ma nella sinistra si vedeva il medesimo gra-zioso Duca stare » come ha sempre usato , con cortesia mirabilead ascoltar molti» che di voler parlargli facevano sembiante; equesta era tutta la parte » che verso la piazza riguardava . Masotto lo spazioso arco , e dentro ai capace andito, per onde lapompa trapassava» si vedeva dipinto in una delle pareti» che lavolta sostenevano » il glorioso Duca in mezzo a molti venerabi-li vecchi » co' quali consigliandosi pareva » che a molti stesse por-gendo varie leggi » e statuti in diverse carte scritte » significandole tante leggi prudentissimamente emendate» o di nuovo fonda- Rajsettat*ltItggi.te da lui » con il motto di Legibus emendes . Siccome nell' altra di-mostrando 1’utilissimo pensiero d’ordinare» ed accrescere la suavalorose milizia» si vedeva il medesimo valoroso Duca ( qual veg-giamo in molte antiche medaglie ) stare su un militare suggello

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